venerdì 9 aprile 2010

domenica 4 aprile 2010

Sud Express. La musica nuova che viene dal Sud

Il Sud che rialza la testa e comincia a raccontare i torti subiti ma soprattutto la sua ricchezza e le sue potenzialità. Tutto questo è l'album "L'ultimo Apache" dei Sud Express. Franco Del Prete si è reso, con questo disco, protagonista di un particolarissimo periodo storico, quello che stiamo vivendo appunto. Un' era di disgregazione sociale e decadenza morale, ma nella quale si scorge, seppure in lontananza, una luce: la luce della speranza, del riscatto. Da ogni angolo del meridione giungono notizie di giovani che si uniscono e cominciano a parlare di storia, restituendo dignità a milioni di vite umane sacrificate sull'altare dell'idea di una nazione mal riuscita, un'idea nefasta di cui ancora oggi paghiamo (noi meridionali) le pene. Quest'idea si chiama "Italia". Nessuno poteva esprimere in modo più sapiente i sentimenti di chi vive al sud se non un artista. Franco Del Prete c'è riuscito brillantemente. Un plauso allo scugnizzo di Frattamaggiore!

Di seguito il video di uno dei brani del disco, "Veleno", diretto da Nello Pennino, con la partecipazione amichevole di Peppino Di Capri.

Aspettando che si riempiano le carrozze del Sud Express...

giovedì 25 marzo 2010

domenica 21 marzo 2010

L'umano e la speranza


Attigliano. 20 Marzo 2010.

Il cielo sopra Gomorra

L'ennesima inquietante inchiesta sull'emergenza bonifiche che riguarda i territori delle provincie di Napoli e Caserta. Un campanello d'allarme che non cessa di suonare e che resta ancora una volta in ascoltato. Intanto in terra di Camorra si continua a morire di tumori e ci si ammala. Questo è il prezzo che paghiamo noi figli del Sud per rendere competitive le industrie del nord di questo fottutissimo paese.

venerdì 5 marzo 2010

Amore nel pomeriggio


Uno scorcio del lago del Fusaro visto dall'isolotto naturale su cui è situato il celeberrimo Casino Vanvitelliano. L'opera architettonica fa parte di una serie di piccoli, medi e grandi complessi regali disseminati tra Napoli, la capitale dell'antico e glorioso Regno delle Due Sicilie, e la piana campana. Opere volute da Carlo III di Borbone e per lo più terminate sotto il governo di Re Ferdinando IV di Borbone, come il Casino Reale di caccia appunto. Progettato da Carlo Vanvitelli, figlio del celebre Luigi (nel frattempo morto) i lavori di costruzione terminarono nel 1782. La realizzazione delle decorazioni interne fu affidata al più noto pittore paesaggista del settecento: Philipp Jacob Hackert.

Cliccare su questo link per vedere altre foto del Casino Vanvitelliano del Fusaro

venerdì 19 febbraio 2010

domenica 14 febbraio 2010

...poi venne la neve


Uno scorcio della campagna atellana di Venerdi 12 Febbraio 2010. Ci troviamo sul territorio di Succivo, nei pressi della località cosiddetta "Depuratori". Sulla sinistra un campo di coltivazione con serre, sulla destra il canalone del collettore fognario di Gricignano, sullo sfondo (a destra) una torre metallica di controllo della cittadella Us Navy di Gricignano.

giovedì 4 febbraio 2010

La curiosità


Che le mie foto girino per la rete e le persone ne facciano l'uso che ritengono più opportuno (nel rispetto e nei limiti consentiti dalla licenza Creative Commons a cui sono soggette) non mi ha mai dato fastidio. Salvo rare eccezioni ovviamente. Una di queste riguarda due giornali che oggi per puro caso mi sono trovato a sfogliare: Il Mattino e il Corriere di Caserta. , Quest'ultimo è "carta conosciuta" dal sottoscritto; spesso si appropria di fotografie indebitamente prese dalla rete, come puntualmente ha fatto oggi appropriandosi di una mia immagine e pubblicandola(il riquadro in alto a destra nell'articolo di fondo) a corredo di un articolo a firma di un/a certo/a "p.r.". I giornali locali ci hanno abituati a vedere foto pubblicate di cui non se ne conosce la paternità, cioè l'autore. Provare per credere: cioè fate il sacrificio di comprarli per qualche volta e rendetevene cnto di persona se le foto che pubblicano portino o meno le firme degli autori. E' fenomeno diffusissimo (lo si deve definire semplice malcostume o vero e proprio ladrocinio?) quello di attingere alla rete per procurarsi le foto adatte per il pezzo giornalistico da proporre. Potrei citare decine e decine, potrei dire centinaia ma voglio essere ottimista, di casi di mie fotografie rubate ed utilizzate senza chiedermi nessuna forma di autorizzazione. Trattasi di giornali on line e di carta stampata, locali e nazionali. Non mi ci sono mai "appeso", come si dice dalle mie parti, ma quando oggi (Mercoledi 3 Febbraio 2010) mi sono trovato a leggere un articolo sul Mattino (corredato da una mia foto), a firma di Franco Agrippa, che deplorava l'odioso gesto (furto di quadri) che dei ladri "hanno messo a punto ai danni del povero artista di Marcianise Antonio Mandarino", mi sono francamente ingrippato. Al di là del gioco di parole, mi verrebbe semplicemente da dire, come anche direbbe molto calorosamente il mio amico Antonio Mandarino: "guarda da che pulpito vien la predica". Se non è ipocrisia questa...che cosa lo è?

giovedì 28 gennaio 2010

OH, NO! JOHN!


L’attento occhio del fotografo e videomaker Franco Spinelli scova il nostro John a rinfrescarsi in una delle storiche fontane di Capua! Grazie per la segnalazione!!!!
questo post è tratto dal seguente sito: ohnojohn.com

La faccenda risale al mese scorso, mi trovavo in compagnia di alcuni amici in giro per le strade di Capua, città dalle mille bellezze artistiche ed architettoniche. Tra i vari angoli che cercavo di fotografare ce ne fu uno sul quale si intensificò la mia curiosità, una vecchia fontana di uno dei corsi principali del centro storico (ora non ricordo quale, ma lo verificherò n seguito). Sulla parete della fontana era incollato un adesivo nero al centro del quale risaltava una scritta che era a metà tra l'inquietante ed il divertente, difficile da decifrare, ma intuitii subito che si trattasse di una qualche geniale forma di comunicazione. "OH, NO! JOHN!" questa la frase in questione. Scattai le dovute fotografie e me ne tornai a casa. Passando in rassegna le foto nei giorni successivi non potei resistere alla tentazione di fare una ricerca su internet che mi portasse (intuivo che avrei trovato qualcosa) sulle tracce di quell'adesivo così galvanizzante quanto misterioso. Le ricerche mi portarono al sito www.ohnojohn.com e a tutta una serie di social network e siti di informazione che si occupavano di questo fenomeno nato dalla fantasia di due creativi Dj di origine toscana, uno dei quali, un tale Sancho Ramone, mi ha raggiunto su Facebook dopo che ho postato una delle foto di sopra in un "gruppo" appositamente creato dai due giovani toscani sul famoso social network. Gli adesivi con la frase, inspiegabilmente e senza un' organizzazione prestabilita, stanno facendo il giro del mondo. Nell'intervista a Sancho Ramone che potete leggere nel seguente link viene svelato il segreto di OH, NO! JOHN!, come nasce e perchè si diffonde in modo così capillare in tutto il mondo.

venerdì 22 gennaio 2010

Cristo se ne è andato

"E' un'illusione che le foto si facciano con la macchina... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa". Henri Cartier - Bresson non aveva torto, perchè una foto può dire mille più cose di quanto si possa raccontare con un discorso o persino con un intero trattato di sociologia, a prescindere dalla tecnica o dal tipo di strumento che sia stato utilizzato per farla. Queste sono due immagini di
Antonio Graziano, giornalista originario di Casaluce in provincia di Caserta, tratte dal suo lavoro "L'altra Immagine" pubblicato nel 1995. La prima foto risale ai primi anni novanta e ritrae un piccolo monumento votivo di Gricignano di Aversa. Immagine dall'alto contenuto simbolico, emblema di una società che esprime rapporti umani sempre meno improntati sui principi della solidarietà e della giustizia sociale, in un epoca dove tutto è precario e provvisorio, come la vita dello straniero venuto da terre lontane a cercare il pane quotidiano (la foto di fianco).

sabato 9 gennaio 2010

Le strade del Silenzio


Venerdi 8 Gennaio 2010. Un momento importantissimo per Terra di Lavoro si è consumato con le note del Maestro Nicola Piovani nel Real Sito di Carditello, San Tammaro (Ce). Io c'ero.

mercoledì 9 dicembre 2009

Città di Capua


Capua, chi disconosceti cerchiato ha il senno di ottusa...aversanità!

domenica 6 dicembre 2009

l'amore ai tempi della politica


Roma. Sabato 5 Dicembre 2009 - Manifestazione "No B-Day" per chiedere le dimissioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Io c'ero!

domenica 29 novembre 2009

giovedì 19 novembre 2009

Il "politico" e il "possibile"


(l'inganno e la sua promessa)
Nell'auditorium di Piazza Berlinguer a Parete (Ce)

martedì 17 novembre 2009

Il mio amico Antonio Mandarino


"Il sogno di un pagliaccio"
di Antonio Mandarino

La solitudine è una malattia
che invade ogni parte del corpo,
senza poterla localizzare...
Mi son venute a visitare due persone,
lui molto deciso e preciso,
lei averla vista d'un tratto mi ha scosso il cuore!
E' amaro il sembrare...
aveva l'andare gentile come i passi di una pula!
i suoi passi dolcissimi nel vento d'estate.
Piccola come un fiore appena nato,
seria pur sadendo di esserla.
Amabile e cortese...tenera creatura, evanescente!
nel tempo che ambiam parlato, in incognito...
la donna è diventata sublime!
Come quando si dice: "Se tu non fossi promessa, ti direi addi con un bacio..."
Ed è pur sempre così dicendo; illusione, vattene dal mio cuore...
prima che lo strappo e lo butto per terra
nella polvere spregevole delle cose perdute.
So di essere uno scarto ed un maestro del nulla...
So di contemplare la mia grandezza,
solo in un granello di sabbia rovente...
ora chiedo al vento impetuoso, portami via!
Lontano, lontano onde nessuno mi conosce!
Ardente è la passione come la brama di vivere,
e commosso dolcemente in una languida rugiada,
resto immobile, inerme a pensare...
Il triste, orribile apparir e risvegliarmi nel tuo respiro,
emarginato dal mendo e dissipato dalle nuvole,
quale mio più dolce naufragar
nella luce e nelle lacrime dei tuoi occhi...
Il Mandarino, Poeta. 10 febbraio 2009 a mezzanotte

lunedì 16 novembre 2009

venerdì 23 ottobre 2009

Little Italy


Location: Marcianise (Ce) - Santa Veneranda, discarica rifiuti illegale
Model: Raffaella Munno

Location: Marcianise - Santa Veneranda, rifiuti tossici sotto i piloni dell'alta velocita (Ferrovie dello Stato)
Model: Raffaella Munno

sabato 10 ottobre 2009

Grande Sud

...la luna su Gricignano


Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t'accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai nè pensi
Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m'affaccio,
E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dì fu solenne: or da' trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già, ch'io speri,
Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo
Quanto a viver mi resti, e qui per terra
Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
In così verde etate! Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell'artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov'è il suono
Di que' popoli antichi? or dov'è il grido
De' nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
Che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di lor non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s'aspetta
Bramosamente il dì festivo, or poscia
Ch'egli era spento, io doloroso, in veglia,
Premea le piume; ed alla tarda notte
Un canto che s'udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core.

La sera del dì di festa - Giacomo Leopardi

sabato 26 settembre 2009

Maria Carolina


Maria Carolina d'Asburgo-Lorena. (Vienna, 13 agosto 1752 – Vienna, 8 settembre 1814) , figlia dell'imperatrice d'Austria Maria Teresa d'Asburgo e del Sacro Romano Imperatore Francesco I di Lorena, fu Arciduchessa d'Austria, Principessa d'Ungheria, Boemia e Toscana, e divenne regina di Napoli e di Sicilia quando sposò Ferdinando I di Borbone (Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia), futuro re delle Due Sicilie. In questo affresco di una delle camere da letto reali site all'interno del Real Sito di Carditello è rappresentata con i suoi figli e con abiti da contadina, ciò a ricordare la sua vicinanza al popolo. Furono sue le prime leggi egualitarie mai emanate fino ad allora, anticipando di diversi decenni i principi espressi dalla Rivoluzione Francese. Nei primi anni di regno si mostrò favorevole alle idee illuministiche, come sua madre e suo fratello, guadagnandosi la stima di letterati e progressisti, che speravano in una politica di rinnovamento. I suoi primi venti anni di regno furono incentrati sul rinnovamento dell'apparato politico - economico. Al suo dispotismo illuminato si deve la nascita dello Statuto di San Leucio, la prima raccolta di leggi pensata da una donna nell'interesse delle donne, voluto per normare la vita nella Real Colonia di San Leucio, nel Regno di Napoli. Qui, dal 1789 al 1799, donne e uomini vissero da uguali, ebbero pari compensi, stesse prerogative, la possibilità di studiare e alle donne erano riconosciuti gli stessi diritti degli uomini, e tra questi quello alla eredità, alla proprietà, all'educazione dei figli e alla scelta del compagno. Sostenitrice per decenni della massoneria più progressista e illuminata, si circondò di donne e uomini che avevano idee di cambiamento. Storia di un grande regno, di una grande terra chiamata Regno delle Due Sicilie. Poi a qualcuno venne in mente di creare l'Italia. Ed eccoci qua.

domenica 20 settembre 2009

La reggia negata


La Reggia di Carditello, situata a circa 4 km ad ovest dell'abitato di San Tammaro, a metà strada tra Napoli e Caserta, è un complesso architettonico sobrio ed elegante di stile neoclassico, destinato da Carlo di Borbone (1716 - 1788) a luogo per la caccia e l'allevamento di cavalli e poi trasformato per volontà di Ferdinando IV di Borbone (1751 - 1752) in una fattoria modello per la coltivazione del grano e l'allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini. Era immerso in una vasta tenuta ricca di boschi, pascoli e terreni seminatori, e si estendeva su di una superficie di 6 305 moggia capuane, corrispondenti a circa 2 100 ettari. Era animato da un discreto numero di persone dedite alla conduzione dell'azienda. Carditello era uno dei siti reali che si fregiava del titolo di "Reale Delizia" perché, nonostante la sua funzione di azienda, offriva una piacevole permanenza al re e alla sua corte per le particolari battute di caccia che i numerosi boschi ricchi di selvaggina permettevano.

Il fabbricato è stato costruito dall'architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli. L'area antistante, formata da una pista in terra battuta che richiama la forma dei circhi romani, abbellita con fontane, obelischi ed un tempietto circolare dalle forme classicheggianti, era destinata a pista per cavalli.

[fonte: Wikipedia]

Nudi per la Terra dei Fuochi


19 Settembre 2009. A Napoli, piazzale Duomo, per dire "stop" ai roghi di rifiuti tossici e nocivi che ogni giorno intossicano la salute di centinaia di migliaia di cittadini, in particolare nella provincia nord di Napoli e quella sud di Caserta.

lunedì 14 settembre 2009

Eva2000


....quando vi deciderete a prendere in mano il destino dell'umanità?

lunedì 7 settembre 2009

Il mio tempo


...però sono felice, perchè la Nasa ci ha garantito che nel 2031 raggiungeremo Marte!

venerdì 4 settembre 2009

mercoledì 2 settembre 2009

L'ora del tè


Torino, piazza Castello. Munumento di Emanuele Filiberto Duca d'Aosta

mercoledì 19 agosto 2009

mercoledì 12 agosto 2009

Bellezza tradita


Sulle tracce di un antico castello in rovina, nella campagne tra Casaluce e Aversa, in provincia di Caserta.

giovedì 6 agosto 2009

Terra Bruciata. Prenota la tua vacanza!


Sei stanco morto e annoiato dalla solita estate? Vorresti fare una vacanza all'insegna di vere emozioni, di avventure esotiche con tanto di brivido e rischio mortale verace? Hai voglia di assaporare atmosfere sudamericane con tanto di letture di giornali con politici corrotti o, peggio ancora, mafiosi e Chiesa Cattolica che addormenta le coscienze e scrocca solo soldi ai fedeli, ma non hai i soldi per pagarti un viaggio transatlantico? Allora abbiamo quello che fa per te: devi venire nell'Agro Aversano, la Terra di Nessuno, la terra dei Rifiuti Tossici, delle continue emergenze e del disimpegno radicale coltivato con dedizione! Prenotati postando un messaggio su questo post!

domenica 2 agosto 2009

Qui si fa l'Italia... e si muore!


Terra Bruciata. Accade a Gomorra, la terra scelta dalla massoneria, in accordo con le mafie locali, come discarica di rifiuti tossici di mezza Europa.

martedì 21 luglio 2009

giovedì 9 luglio 2009

Sottratti alla camorra


San Cipriano di Aversa. Giovedi 9 Luglio 2009 - Cerimonia di consegna di un bene confiscato alla camorra alle realtà associazionistiche locali.

venerdì 3 luglio 2009

Fabrizio Santafede a Gricignano

Che i beni artistici nell’Agro Aversano in particolare, ma in generale in tutta la Campania, non siano mai stati presi nella giusta considerazione è un dato di fatto. Ma il dato che ad un’analisi più accurata risulta essere il più spaventoso è che questo atteggiamento, questo modo di porci nei confronti dei beni artistici, ha portato ad un punto di non ritorno, alla distruzione quasi totale delle testimonianze dell’antico splendore del nostro territorio. In parole povere: abbiamo segato il ramo su cui eravamo seduti. Non c’è bisogno dell’aiuto di accorti analisti e sociologi per capire che cosa avrebbe potuto rappresentare l’immenso patrimonio archeologico rappresentato dalla “Necropoli Orientalizzante” rinvenuta a Gricignano, nell’area dove attualmente sorge l’Us Navy, da tutti i reperti archeologici e dalle tombe trafugate in giro per la piana campana, dagli scavi (molti dei quali sono in procinto di essere commissionati) e dalle rovine dell’antica città di Atella, dal recupero dei molti edifici di epoca normanna della città di Aversa, dal recupero delle centinaia di chiese e cappelle, agresti e non di tutti i periodi, dalla salvaguardia e dal recupero dei casali e castelli circondati da spettacolari paesaggi naturalistici, dalla tutela dello sterminato patrimonio pittorico religioso e via dicendo. Le immense potenzialità non sfruttate restano solo una dimensione utopistica imprigionata nella testa di qualche visionario. Vi ricordate quel vecchio quadro, un po’ rovinato dall’incuria e dal tempo, nella Cappella Madre del cimitero di Gricignano? Ebbene, trattavasi nientedimeno che di un dipinto del Fabrizio Santafede….ALLUCINANTE…..quando nei giorni scorsi, parlando con l’amico Domenico Verde (storico locale) dell’opera in questione, venni a sapere dell’appartenenza dell’opera al sopra menzionato pittore napoletano del cinquecento mi vennero le vertigini, stavo quasi per sbattere a terra. Un’ opera di una delle personalità più eclettiche del panorama artistico europeo del cinquecento a Gricignano! Oramai trafugata! Una sua opera, di certo non la migliore, è stata valutata qualche tempo fa sui 180.000 euro. Lasciato ad un’incuria totale, in una cappella a cui si può facilmente accedere scavalcando uno dei cancelli di entrata del cimitero, con una porta d’entrata che per tanti anni non è stata mai chiusa perché sprovvista di lucchetto. Ma quel che più mi angoscia è l’aver appurato che per la scomparsa dell’opera non sia stata fatta nessuna denuncia alle autorità. Tutto ciò accadeva in un tempo che nessuno ricorda con precisione, verosimilmente tra il 1988 e il 1989. Cliccate qui per saperne di più su Fabrizio Santafede.

Un grazie a Domenico Verde per la concessione della foto dell'opera di Santafede