domenica 26 luglio 2020

Chiesa baronale di Sant'Egidio in Montoro (Tr), Umbria.

La Chiesa Baronale
(Fonte iluoghidelsilenzio.it)

E’ un edificio di sobrio stile barocco, ad una navata, con portale e finestre in arenaria in cui si notano resti di piccoli corpi fossilizzati.
L’interno ad intonaco chiaro, è decorato da tre altari: l’altare del Crocifisso, l’altare della Madonna e l’altare Maggiore.
Quest’ultimo di stucco e di marmo è sovrastato da un quadro di buona mano, rappresentante S. Egidio Abate a cui è dedicata la Chiesa.
Ai piedi del Santo è il Re di Francia Clodoveo che, per essere cinto da una corona marchionale, adombra senz’altro le fattezze del capo della famiglia Patrizi Montoro di quell’epoca : il marchese Giovanni.
L’altare Maggiore è situato su un piano rialzato a cui si accede per due gradini su cui poggia la balaustra di marmo, decorata dai due stemmi dei coniugi Patrizi e Odescalchi, che donarono la detta balaustra, espressamente costruita, nel 1948 all’atto della donazione nella Chiesa baronale alla Parrocchia.
Questa Chiesa fu fondata nel 1747, sedente Benedetto XIV, dall’Abate Alesandro Chigi, figlio del marchese Ludovico. Questi non vide compiuta la sua opera che fu terminata dal nipote, Giovanni Chigi Montoro.
A memoria di quanto sopra fu posta le seguente lapide sopra il portale d’ingresso:
S. AEGIDIO ABBATI CASTRI MONTORIJ PATRONO ALEXANDER CHISIUS AEDEM HANC A FUNDAMENTIS EXCITATAM DICAVIT JOANNES CHISIUS MONTORIUS PATRITIUS FRATRIS FILIUS PATRUO BENEMERENTI M. P. ANNO DOMINI MDCCXLVII
La Chiesa fu consacrata il 26 ottobre 1749 da Giacobbe Filippo Consoli Vescovo di Amelia.
Per l’occasione fu dettata la seguente epigrafe:
D. O. M. QUOD TEMPLUM HOC DIVO EGIDIO SACRUM JACOBUS PHILIPPUS CONSULUS EPISCOPUS AMERINUS ANNUENTE NICOLAO TERZAGHO EPISCOPO NARNIENSI SEPT. KAL. NOVEMBRES AN. DO. MDCCXLIX SOLENNI RITU DEDICAVERIT MARCHIO JOANNES PATRITIUS PATRONUS M. P. C.

sabato 25 luglio 2020

Edicola votiva Madonna in trono a Tordandrea di Assisi

Una bellissima edicola votiva rinascimentale in cui è raffigurata la Maestà di Maria (in trono) con in grembo Gesù attorniata da angeli, con ai lati i santi Francesco e Sebastiano martire.
L'edicola ricade nella frazione di Tordandrea (Assisi) in provincia di Perugia. La parrocchia di riferimento è quella di San Bernardino da Siena.
Per chi avesse delle informazioni storiche non esiti a commentare o a scrivermi a liviotv@gmail.com

venerdì 10 luglio 2020

Marcianise, la casa natale di Padre Salvatore Lener

Dal sito www.treccani.it 

Giurista e gesuita, nato a Marcianise (Caserta) l'8 agosto 1907, morto a Roma il 9 marzo 1983. Laureato in giurisprudenza a Roma, fu per qualche tempo assistente di G. Chiovenda esercitando contemporaneamente la professione forense. Nel 1938 entrò nella Compagnia di Gesù. Terminata nel 1945 la formazione religiosa, fu incaricato di occuparsi dei problemi di diritto per La Civiltà Cattolica svolgendo un'attività pubblicistica che continuò per tutta la vita. Fu professore di Diritto internazionale a Roma, nel Pontificio ateneo lateranense.

Dalle pagine de La Civiltà Cattolica prese parte ai maggiori dibattiti dell'epoca. Negli anni Cinquanta concentrò la sua attenzione sulle relazioni tra Stato e Chiesa, criticando il regime di piena separazione, di tradizione liberale. I rapporti tra i due ordinamenti, secondo L., non si dovevano eliminare bensì disciplinare giuridicamente, ritenendo sia la Chiesa che lo Stato dotati di una propria sfera di ''sovranità''. Tuttavia, L. difese la confessionalità dello Stato italiano e il sistema dei Patti Lateranensi, a suo avviso, in armonia con i principi costituzionali; giustificò il diverso trattamento riservato dallo Stato italiano alle altre confessioni religiose ritenendolo riferito solo alla confessione come istituzione e non anche ai singoli appartenenti. Negli anni Sessanta-Settanta cominciò a occuparsi delle problematiche relative alla famiglia, analizzando la natura della società familiare e appuntando la sua attenzione in primo luogo sul matrimonio, considerato come insieme indissolubile di relazioni e di rapporti; criticò vivacemente l'introduzione del divorzio in Italia e controbilanciò questa avversione proponendo un allargamento del regime delle nullità matrimoniali. Trattò anche dei problemi dell'emancipazione femminile, sottolineando non solo la "uguaglianza di diritti" per l'uomo e la donna, ma la loro pari "dignità di persona" in quanto, "individui del genere umano complementari ma non uguali". Si occupò anche dell'aborto, combattendolo sul piano teorico, perché negazione della maternità come "specificità femminile", e sul piano giuridico, come incostituzionale.

Tra gli studi principali si ricordano: La religione dello Stato nella Costituzione repubblicana, in La Civiltà Cattolica (1951, 1, pp. 198-207; 418-29); La Corte Costituzionale e l'aborto (ibid., 1975, 1, pp. 549-56); Il concetto di diritto e il diritto naturale (ibid., 1980, 4, pp. 323-41).

sabato 9 maggio 2020

Palazzo Carafa dei Conti di Policastro in Teverola (Ce)

Antica dimora di Teverola (Ce), appartenuta ai Carafa conti di Policastro, un gioiello architettonico  praticamente sconosciuto nel cuore dell'agro aversano. Gli elementi architettonici, in particolare i beccatelli, mi fanno pensare al cinquecento se non al quattrocento. Considerato il fatto che è una multiproprietà è conservato piuttosto bene. Si spera in un intervento dall'alto per il futuro di questo bene.
Se qualcuno conosce la storia, commenti.

lunedì 6 aprile 2020

Piccola cappellina votiva dedicata a Sant'Antimo, sulla via Appia.

Il tratto di strada è quello conosciuto da tutti come Aversa-Melito e a tutti sarà capitato nell'attraversarlo di gettare uno sguardo devoto a questo piccolo monumento religioso. 
La data del 1912 (come riportato da una piccola lapide marmorea in alto) vuole forse indicare la data di un eventuale restauro. L'architettura classicheggiante sembra suggerire ben altra epoca per la sua realizzazione, forse inizio ottocento? Tuttavia potrebbe anche essere quella la data di costruzione, chissà. Il comune su cui ricade è quello di Sant'Antimo (Na) e la scritta su lapide marmorea posta appena sopra la chiave di volta del portale d'ingresso recita testualmente: "Divo Anthimo Praestantissimo Patrono Dicatum". All'interno un'altra epigrafe posta sull'altare recita: "Questo aldare (con la "d" al posto della "t") a divozione di Tobia Perfetto.

venerdì 2 novembre 2018

La basilica del Corpus Domini in Maddaloni.

È situata nella zona più antica della città, detta dell'Oliveto, nei pressi dell'antica chiesa di Sant'Aniello, alle pendici della collina di Maddaloni. Il complesso architettonico è molto articolato ed appare quasi sovradimensionato rispetto al contesto urbano nel quale è inserito. L'intera architettura, insieme al campanile, venne realizzata nel Settecento su preesistenze tardo cinquecentesche.

La chiesa è a croce latina ad una sola navata; sopra il portale d'ingresso, nel timpano spezzato, è collocato lo stemma cittadino in marmo risalente al XVIII secolo. Da citare sono le notevoli opere che si trovano al suo interno, in particolare l'altare maggiore disegnato dall'architetto Luigi Vanvitelli e il campanile barocco di scuola Vanvitelliana.

La chiesa è stata elevata alla dignità di basilica minore il 22 giugno 2003
Fonte: wikipedia
Basilica del Corpus Domini. Interno.


giovedì 1 novembre 2018

"Scienza e fede nell'epoca più irrazionale che abbiamo conosciuto". Ne discute Silvana De Mari

Silvana De Mari, medico, psicoterapeuta e scrittrice fantasy,  in dialogo con Massimiliano Coccia di Radio Radicale. Incontro avvenuto durante il convegno "Tutti i bambini tranne uno" tenutosi a Roma il 27 NOvembre 2016

venerdì 26 ottobre 2018

L'origine dell'Università e le sue caratteristiche. Prof. Giuseppe Fioravanti.

Un dotto e documentato intervento del professor Giuseppe Fioravanti, invitato dalla professoressa Angela Pellicciari nello spazio radiofonico di Radio Maria intitolato "Una storia della Chiesa".



Di seguito un intervento del professor Fioravanti sull'insegnamento pubblico nel Regno delle Due Sicilie.

lunedì 22 ottobre 2018

Enzo Gragnaniello "Uocchie ca me guardate" - Testo

Uocchie ca' me guardate
trasite dimane
Tengo na' mana rotta 
e chell'ata 'nguaiata

Stong zappanno 'a terra
pe' mettere o' ggrano
Uocchie ca' me guardate
venite dimane
Teng na' faccia nera
bruciata do' sole
passo 'e jurnate dint'a terra 
cu' a' ddora de' mmele

aggiu tuccato 'o cielo
guardanno 'a vita
aggio mangiato l'uva
e aggio visto a Dio

Uocchie ca' me guardate
trasite dimane
Tengo na' mana rotta 
e chell'ata 'nguaiata

Stong aspettanno 'a notte
che 'abbrillano 'e stelle
Stong aspettanno 'o juorno
pe' mettere 'e scelle


mercoledì 17 ottobre 2018

Gricignano. Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo

Gricignano, la Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo. E' la Chiesa dove sono stati battezzati e si sono sposati quasi tutti i miei antenati di cui si ha memoria storica. Si tratta di un'opera architettonica a croce latina, gli stucchi e le decorazioni sono originali dell'epoca della costruzione e di gusto barocco (XVII sec.). Tra le opere di rilievo che vi si possono ammirare al suo interno: la statua in legno policromo del discepolo di Cristo Sant'Andrea, realizzata dal celeberrimo Giacomo Colombo (Este, 1663 - Napoli, 1731) e un dipinto di Fabrizio Santafede  (Napoli, 1555 circa - Napoli, 1626) raffiguranti Maria SS. tra i Santi Giovanni il Battista e Sant'Andrea Apostolo. Negli anni immediatamente al secondo dopoguerra la chiesa è stata interessata da interventi di ampliamento delle due cappelle principali laterali e del transetto, che ne hanno deturpato di sicuro l'armoniosa bellezza architettonica originaria. Avrei voluto conoscere il disegno originario, anche solo una bozza, ma di quella che un tempo fu la facciata, di sicuro decorata in stile barocco, ahimè non ve n'è traccia in nessuna fotografia storica ne in qualche abbozzo di progetto.

Le mele annurche di Lelio, piccolo imprenditore agricolo di Valle di Maddaloni.





Lelio è un agricoltore di Valle di Maddaloni. Le mele annurche sono tutta la sua vita, sacrifici e gioie, ma soprattutto amore e speranza per un settore che deve arrivare ad avere la giusta attenzione da parte di chi governa e "muove le carte", come lui stesso ci ha raccontato. Le mele non devono finire al macero. Impegnamoci a comprare dai piccoli produttori come lui, evitando la grande distribuzione.
Nei giorni 19, 20 e 21 di Ottobre 2018 si terrà, sempre a Valle di Maddaloni (Ce), l'attesissima Festa della Mela. In quell'occasione potrete incontrare il signor Elio e tanti altri produttori che rivenderanno per l'occasione i frutti del loro lavoro.

mercoledì 24 gennaio 2018

Sigmud Freud e Carl Gustav Jung


S. Freud (a sinistra) ed
il giovane allievo C. G. Jung
Una spinta notevole alla sessualizzazione della società venne dalla "psicologia del profondo”, considerata una delle più grandi scoperte del ventesimo secolo per ciò che riguarda la natura umana. Sigmud Freud sosteneva che la parte cosciente dell’uomo sarebbe solo la punta di un iceberg; la parte sommersa invece sarebbe l’inconscio, cioè la dimensione psichica che effettivamente guida l’uomo. L’inconscio ruoterebbe attorno ai desideri sessuali repressi, come il “complesso di Edipo”, “l’invidia del pene” e “l’angoscia di castrazione” che Freud sosteneva di aver scoperto nei suoi pazienti. I desideri sessuali del bambino sarebbero indirizzati verso il genitore di sesso opposto, mentre il genitore dello stesso sesso sarebbe considerato rivale e per questo destinatario di sentimenti di gelosia e odio.
La religione, la moralità dei genitori sarebbero ancorate nel “Super-Io” ed eserciterebbero un potere repressivo sull’uomo, in particolare sui suoi desideri sessuali. Freud riteneva che anni di psicoanalisi avrebbero esautorato il “Super-Io” e che le esigenze dell’”Es” sarebbero state liberate dai sensi di colpa con l’ìaiuto di un “Io” emancipato.
Estraniandosi dalla fede Ebraica, Freud sosteneva che la religione fosse un’illusione infantile e – seguendo rigorosamente il pensiero di Feuerbach – una posizione, che assolverebbe a importanti funzionamenti nell’ambito della psiche umana: l’illusione di sentirsi sicuro e protetto, una più alta ragione di vita e il controllo morale. Le pratiche religiose erano, secondo lui, compulsioni nevrotiche dell’uomo che si rifiuta di diventare adulto.
Freud falsificò le cartelle dei suoi pazienti, fu dipendente dalla cocaina, ebbe una relazione con la sorella di sua moglie, fumava venti sigari al giorno, contrasse il cancro al palato – per cui subì trenta interventi – e morì per una overdose di eroina, che si fece iniettare dal medico di famiglia, dal momento che la vita gli era divenuta insopportabile.
Freud nell'atto di posare per uno scultore.
La sua fu la vita di un grande intellettuale, che formulò con eloquenza le teorie psicologiche che avrebbero avuto un ruolo decisivo nello smantellamento dei valori cristiani fondamentali e nella sessualizzazione della cultura.
Il “principe ereditario” di Freud fu Carl Gustav Jung, di diciannove anni più giovane, che tuttavia ruppe con Freud e fondò la sua personale scuola psicanalitica; è considerato colui che ha unito la psicanalisi alla spiritualità ed è per questo che molti cristiani credono di aver individuato in lui un ponte tra fede e psicologia del profondo. Jung però, piuttosto che di Dio, preferiva parlare di “numinoso”, concetto che aveva ripreso dai culti pagani dell’antica Roma e che indicava l’azione di divinità non meglio specificate negli alberi, nelle pietre, nell’imperatore, p l’”archetipo” junghiano appunto.
Insita nella sua teoria che le “ombre” rimosse della personalità dovessero essere “integrate” nella “persona” vi è l’idea che Dio sia buono e cattivo allo stesso tempo e che l’uomo unisca in se il bene e il male, come in una “unione nuziale di metà opposte”.
In tal modo egli smonta l’essenza stessa dell’immagine cristiana di Dio, che si fonda sulla fede di un Dio che è l’Amore, che è assolutamente buono e che infonde negli uomini la Grazia per poter combattere il Male in, con e per Gesù Cristo. Martin Buber definì la psicologia di Jung come un nuovo “gnosticismo pseudoreligioso”.

C. G. Jung nel suo studio.
Leane Payne, una cristiana di confessione evangelica, descrive nel suo libro Heilende Gegenwart (Presenza Guaritrice) la precoce iniziazione di Jung al “regno delle tenebre”, di cui egli stesso parla nel suo libro autobiografico Ricordi, Sogni e Riflessioni: tra i tre e i quattro anni egli fece un sogno spaventoso, che lo perseguitò per il resto della sua vita. Egli vide un enorme dio-fallo alto tre o quattro metri seduto sul trono, alla cui vista udì la voce della madre che gridava: “Guarda, quello è il divoratore di uomini!”
Questo sogno conferma l’atteggiamento di Jung verso Gesù: <<Il Signore Gesù non era reale, né accettabile, né amabile, perché ripetutamente dovevo pensare alla sua controparte sotterranea (il dio-fallo), una terribile rivelazione, che mi era stata data senza che io l’avessi cercata>>

L’”iniziazione alle tenebre” negli anni giovanili è la chiave per l’”integrazione” del male nel bene operata da Jung e la sua apertura verso l’occulto. L’edificio concettuale di C. G. Jung, così bello e profondo, è la via elitaria per la penetrazione dell’esoterismo nella spiritualità cattolica.

Tratto da "La Rivoluzione Sessuale Globale - Distruzione della libertà in nome della libertà" di Gabriele Huby (Sociologa e giornalista tedesca)

giovedì 21 dicembre 2017

Padre Brown, un telefilm da guardare in famiglia.


Sto guardando questa bellissima serie tv prodotta dalla BBC. Padre Brown è un personaggio creato da quel geniaccio di Gilbert Keith Chesterton, scrittore inglese alla cui morte fu insignito, da parte di Papa Pio XI, del titolo di "Defensor Fidei" (Difensore della Fede), un fatto eclatante, visto che l'ultimo inglese a ricevere questo onore fu, in Inghilterra, un Re secoli prima.
Di Padre Brown ne ha scritto anche il nostro Antonio Gramsci, restituendone una fotografia limpida e onesta:
«Il padre Brown è un cattolico che prende in giro il modo di pensare meccanico dei protestanti e il libro è fondamentalmente un'apologia della Chiesa Romana contro la Chiesa Anglicana. Sherlock Holmes è il poliziotto "protestante" che trova il bandolo di una matassa criminale partendo dall'esterno, basandosi sulla scienza, sul metodo sperimentale, sull'induzione. Padre Brown è il prete cattolico, che attraverso le raffinate esperienze psicologiche date dalla confessione e dal lavorio di casistica morale dei padri, pur senza trascurare la scienza e l'esperienza, ma basandosi specialmente sulla deduzione e sull'introspezione, batte Sherlock Holmes in pieno, lo fa apparire un ragazzetto pretenzioso, ne mostra l'angustia e la meschinità. D'altra parte Chesterton è un grande artista, mentre Conan Doyle era un mediocre scrittore, anche se fatto baronetto per meriti letterari; perciò in Chesterton c'è un distacco stilistico tra il contenuto, l'intrigo poliziesco e la forma, quindi una sottile ironia verso la materia trattata che rende più gustosi i racconti.»
Padre Brown

lunedì 20 novembre 2017

Che cosa penso del Cattolicesimo?

"La cinta esterna del Cristianesimo è un rigido presidio di abnegazioni etiche e di preti professionali; ma dentro questo presidio inumano troverete la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini. Nella filosofia moderna avviene il contrario: la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro."
Gilbert Keith Chesterton
(Londra, 29 maggio 1874 – Beaconsfield, 14 giugno 1936), scrittore, giornalista e intellettuale inglese.

Da "per tutta la vita" a "vediamo se funziona".


Come modello di società verremo ricordati dai posteri come la società che smise di badare ai bambini, fatta di adulti che pensavano solo ed unicamente a se stessi. Non a caso impera l'i-self. Da figli di Dio a monadi-animali.
Ma il cucciolo d'uomo, a differenza dei cuccioli di altre specie, non sa badare a se stesso, ha bisogno di essere accompagnato e guidato, specie nel campo affettivo; ha necessità di amore incondizionato, non per due o tre settimane ma per anni. Principalmente dalla madre. Le donne, ecco, nessuno ha più coraggio di dire loro che è una follia competere, dal punto di vista lavorativo, con i maschi. Un danno senza precedenti ci stiamo infliggendo, siamo votati all'estinzione. E come rimedio non sappiamo fare altro che "importare" da paesi poveri una nuova classe di schiavi. Da società puerocentrica all'indivudalismo più sfrenato, un disastro. Questa triste realtà ribolle nell'inconscio collettivo e riemerge in modo impetuoso, come una richiesta di aiuto corale, in forme più disparate. È soprattutto attraverso il linguaggio artistico della cinematografia che ne vediamo i segni salienti. Le serie TV prodotte negli Usa sono un esempio lampante, come The walking Dead e Stranger Thinks. 
"Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata una macina d’asino al collo e che fosse sommerso nel fondo del mare." ( Matteo 18:6 )




mercoledì 20 settembre 2017

Yoga e meditazione per i cristiani. E' possibile?

Alcune questioni su cui deve riflettere chi si avvicina a pratiche di meditazioni orientali, per esempio lo yoga. Una lettera firmata dall'allora cardinale Ratzinger (1989), a capo della Congregazione per la dottrina della Fede, ci illumina a riguardo e mette in guardia da eventuali sconfinamenti che allontanano dalla "luce della verità rivelatasi in Gesù, tramite la genuina tradizione della Chiesa". Un testo che non pone delle chiusure vere e proprie a certe forme di meditazione, ma che piuttosto vuole ribadire quali siano le forme corrette di preghiera per un cristiano e di come esse possano essere arricchite da pratiche propedeutiche di rilassamento psico-fisico come potrebbe essere appunto lo yoga. Tenendo ben presente che certe pratiche vadano considerate in quest'ottica, senza prendere in considerazione gli aspetti dottrinari ad esse sottostanti.

Al seguente link la lettera del Cardinale Joseph Ratzinger

martedì 19 settembre 2017

Inquinamento dell'aria. Nell'Agro Aversano è emergenza.

Ha ancora senso dire "sono di Gricignano", "Giugliano", "Aversa", "Casalnuovo", "Arzano" e così via?
Le nostre città oramai sono un tutt'uno con Napoli, si sono fuse con essa, quasi a formare un'unica grande abnorme (e brutta, per lo più) periferia della super grande metropoli. Quartieri dormitori più che città, zone franche per industrie insalubri (costruite legalmente, quando va bene) che producono miasmi nauseabondi. Non è un ritratto impietoso ed ingiusto, è la rappresentazione oggettiva di quello che è sotto gli occhi di tutti. Le nostre città non esistono più. Il concetto stesso di "Civitas" è caduto per i nostri luoghi. Quella "Civitas" che da sempre ha difeso gli esseri umani dai pericoli esterni (belve, nemici, conquistatori, avventurieri, ecc.), ora che non esiste più sembra - solo in apparenza - che tutti i pericoli che incombevano su di essa siano spariti nel nulla. E invece i pericoli ci sono e come, in agguato ogni giorno. Cadute le mura, venuto meno il perimetro di difesa (non solo fisico, ma anche e soprattutto concettuale), tutte le problematiche, tutti i fiori del male, iniziano a spuntare dal di dentro, e non solamente sotto forma di malessere esistenziale. L'isteria è il "modus vivendi" del cittadino medio di questi territori. E sembra che le questioni principali - a partire da quelle che ci danneggiano anche fisicamente - non siano prese in considerazione, lasciando spazio sempre ed solo alle banalità, tipo le questioni legate all'inquinamento del sottosuolo ecc. (più o meno strumentalizzate dagli approfittatori di turno).
La qualità dell'aria, voglio parlare di questo. Perchè nessuno ne parla?
Chi è stato almeno una volta nella sua vita lontano da questi luoghi, per esempio nell'alto casertano, o anche in regioni come il Molise, la Basilicata, o addirittura all'estero, sa bene cosa voglio dire quando dico che "l'aria del nostro territorio è irrespirabile". E questo non per colpa dei cosiddetti roghi tossici (che sicuramente vanno combattuti li dove vengono appiccati), ma principalmente a causa della circolazione delle automobili. Tante! Troppe! Dappertutto! I mezzi di spostamento pubblici sono inesistenti nell'agro aversano, eppure abbiamo una delle più alte densità abitative dell'Italia. Il fenomeno dell'intasamento dei mezzi nelle strade strette delle nostre città è particolarmente grave. Fino a una decina di anni fa, ne conservo il ricordo, venivano allestite isole pedonali (a Gricignano) la Domenica mattina, poi il problema dello smog è diventato sempre più di carattere secondario, ritornando alla ribalta solo nei lunghi periodi di assenza di precipitazioni in estate. Quest'anno non è stato accennato dai media, l'altro anno invece si. insomma il problema viene raccontato come tale a seconda dei capricci di allestisce i palinsesti televisivi (altro dramma, la realtà è solo quella che viene raccontata dal tubo catodico).
Uno studio condotto da ricercatori canadesi nel 2016 e pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet ha dimostrato che abitare in prossimità (50 metri) di una strada ad alto traffico si ha dal 7 al 12% di probabilità in più di sviluppare sviluppare demenza.
l'Italia, a differenza di altri paese, ha una conformazione geografica più tosso particolare, dove le città - come Napoli e tutte tutte le città limitrofe, appunto - si sono sviluppate una a ridosso di un'altra. Se in Canada sviluppano questo tipo di sensibilità rispetto ad un problema che di sicuro è meno grave che da noi, per quale motivo non dovremmo farlo altrettanto noi? Siamo all'assurdo, ci preoccupiamo e mobilitiamo per forme di inquinamento altamente improbabili, come quelle del sottosuolo (i dati scientifici non sono allarmanti), mentre continuiamo a non vedere la reale minaccia per la nostra salute.
Ad Aversa, per es., se decidi di fare una passeggiata, ad ogni boccata di ossigeno puoi sentire lo smog che ti entra nei polmoni, sempre, non una boccata si e una no.
Torno all'incipit di questo post, dicendo che la riflessione va fatta su larga scala, guardando all'immenso agglomerato urbano di Napoli e della sua periferia: se siamo una metropoli allora dobbiamo affrontare tutte le questioni con progettualità ampie, tipiche di una metropoli. Non ha senso che i nostri comuni continuino ad avere fondi col contagoccie, meritiamo di essere presi in considerazione in modo serio. Per esempio, abbiamo bisogno di una rete metropolitana che congiunga buona parte dei nostri paesi. Una buona amministrazione del territorio deve spingere i cittadini a non prendere l'auto per spostamenti da Grigicgnano ad Aversa. Tanto per fare un es., in questi giorni si moltiplicano gli annunci on line di gente che si offre come autista per accompagnare i ragazzi a scuola. Ecco perchè davanti ad ogni scuola, all'orario duscita, c'è il traffico intenso che manda in tilt tutta la città. Non è possibile. Con Questo chiudo. Ci vediamo al prossimo post.

domenica 16 aprile 2017

Buona Pasqua. A proposito di potere e iniziazioni...

Propongo in questo spazio una riflessione sul significato della iniziazione, per me principio di cambiamento contrapposto ad una vita stagnante, un'esistenza sull'orlo del baratro come spesso la definisco, in cui non piace stare a nessuno ma a volerla accantonare pare si debbano compiere delle fatiche d'Ercole, quasi provassimo attrazione e repulsione allo stesso tempo.
L'Uomo nuovo, la nuova forma di umanità non egoica, non bellica, non è altro che la lieta novella annunciata da Cristo, è il messaggio giunto fino a noi,si, ma in modo non "compiuto". Tocca ad ognuno di noi in questo tempo "limite", a noi umanità nel bel mezzo di una svolta antropologica, dare inizio a questa vera "conversione".

Di seguito un brano di James Hilmman commentato da Marco Guzzi, filosofo e poeta, in occasione dell'intervento dei gruppi Darsi Pace "Il potere è creazione".

"Oggi in psicoterapia va di moda il “bambino interiore”. In questo consiste la terapia – si torna indietro fino all’infanzia. Ma se si guarda indietro, non si guarda intorno. Questo viaggio all’indietro costella quello che Jung chiamava l’ “archetipo del fanciullo”. Ora, l’archetipo del fanciullo è per sua natura apolitico e privo di potere, non ha nulla a che fare con il mondo politico. E così l’adulto dice: “Bene, riguardo al mondo cosa posso farci? È una cosa più grande di me”. Ecco cosa dice l’archetipo del fanciullo. “Tutto quello che posso fare è entrare in me stesso, lavorare alla mia crescita, al mio sviluppo […]”. Ma questo è un disastro per il nostro mondo politico, per la nostra democrazia. La democrazia dipende da cittadini estremamente attivi, non da bambini. […] La parola crescere è una parola che va bene per i bambini… Se dopo una certa età si comincia a crescere, si tratta di cancro."

Buona visione.

sabato 25 marzo 2017

Quel che resta del sito reale borbonico del Reale Demanio di Calvi (Calvi Risorta)









Di seguito alcuni link ad articoli che raccontano del Real sito borbonico del Demanio di Calvi:
http://www.neoborbonici.it/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=2523&Itemid=167
http://ilblogmariacarolina.blogspot.it/2015/01/crolla-un-muro-del-demanio-di-calvi.html
http://www.nuovomonitorenapoletano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1590:l-usurpazione-del-demanio-di-calvi-da-parte-della-real-casa-borbonica&catid=86:storia-xviii-sec&Itemid=28
http://www.calvirisorta.com/articoli%20giornale/articoli%20giornale%202010/archivio%20articoli/20101117%20ComunediSparanise.htm