mercoledì 15 ottobre 2008

Anfiteatro di Capua


Questa l'ho ricostruita con una sequenza di quattro forografie. Le ho fatte Sabato 11 Ott. 08. Non avendo avuto un grandangolare nè un cavalletto in quell'occasione si può facilmente dedurne il perchè della ricostruzione prospettica alquanto approssimativa. Chiedo venia. Ma la foto che avevo in mente è venuta fuori ugualmente, ritoccata ma fedele testimone del mio stato d'animo di quella giornata. Una giornata "normale", una "normale" visita ad uno dei pochi monumenti del maestoso passato della nostra terra, una "normale" chiaccherata con gli amici sul senso di civiltà di ieri e di oggi della nostra gente.........ed in lontananza l'avvistamento del solito "normale" fumo nero di un "normale" rogo di immondizia o di materiale plastico. Tutto normale!
Maledetti!

Made in China, Salvatore Di Vilio in mostra

Dal 10 ottobre al 10 dicembre 2008 presso il nuovo studio in Corso Umberto I, 125 a Succivo, sarà esposta Made in China 2007, una mostra composta da 25 fotografie in bianco e nero di Salvatore Di Vilio, per l'occasione ci sarà l'inaugurazione del nuovo spazio espositivo e del nuovo studio fotografico.
Un soggetto imprevisto e un obiettivo curioso, che inquadra luci e ombre di un paese terribilmente lontano eppure ormai prossimo, incombente sulle sicurezze dell’Occidente. Il risultato di questo fortunato incontro è l’ultimo lavoro fotografico di Salvatore Di Vilio, artista capace di convogliare nei suoi scatti la stessa dose di impegno e poesia, che inaugura con la mostra "Made in China 2007 – 25 foto in bianco e nero" il nuovo spazio espositivo del suo studio fotografico.
«Uno spazio aperto alle idee e al territorio – afferma Di Vilio – piccolo ma ricettivo, che intende ospitare in particolare le opere con cui gli artisti, soprattutto i più giovani, provano a raccontare i luoghi irrappresentabili del nostro quotidiano, magari ricomponendone i frammenti grazie alla memoria storica». E quella della memoria è una traccia che Di Vilio segue spesso nei suoi lavori più recenti, dalla ricerca sulla tradizione atellana della coltivazione della canapa (da cui una serie di deliziosi libricini de “Il Ponte/Etrarte”, la casa editrice fondata dal fotografo) fino alla mostra “Prima del ballo”, esposta nel 2007 presso il Palazzo dei Sette di Orvieto, in cui le silohuette straordinariamente espressive dei ragazzi tirati a lucido per un povero sabato sera di provincia sono colorate a mano, secondo una tecnica in voga nella fotografia di primo Novecento.
Gli scatti realizzati in Cina, in occasione del Festival Internazionale di Fotografia di Lishui, costituiscono invece una felice divagazione oltre i confini abituali della poetica di Di Vilio: con lo sguardo che Giuseppe Montesano ha definito del “turista incantato”, il fotografo coglie i segni del cambiamento e la persistenza della tradizione nelle strade, nei luoghi di lavoro, nelle campagne, nei volti dei cinesi incontrati durante il viaggio, che pure ricordano – qua e là – le fisionomie scavate dal sole dei vecchi contadini di Terra di Lavoro.

Il mio nome è Spartaco


...e sarò sempre un uomo libero!

Il buio cielo di oggi


mercoledì 8 ottobre 2008

Il buio cielo del domani


Alcuni manifestanti di Legambiente alla manifestazione per la chiusura dello stabilimento Eurocompost di Orta di Atella

sabato 4 ottobre 2008

martedì 9 settembre 2008

L' Episcopio di Ventaroli

S. Maria in Foro Claudio è una piccola basilica paleocristiana sita in Ventaroli, piccolo borgo montano distante appena 4 Km dalla città di Carinola (Ce), è stata fondata tra il V ed il VI sec. d.C. sui resti di un tempio romano. Conosciuta anche con il nome di Episcopio di Ventaroli, a partire dal VI fino al 1099 fu sede edpiscopale. Lo si può definire senza dubbio un inestimabile gioiello di architettura paleocristiana dello stivale italico ed orgoglio del nostro territorio. Al suo interno affreschi di inestimabile valore per le trame che in essi vi sono impresse (realizzati a partire da X al XVI sec. ca.) testimoniano l'unicità del monumento. Io non ne sapevo neanche l'esistenza, tanto che rimasi estasiato alla vista di tanta bellezza in un posto raggiungibile con appena 20 min. di auto da casa. Mi ci trovai per lavoro, documentavamo fotograficamente un matrimonio, 5 o 6 anni or sono, forse anche più; il non ricordare più con quale fotografo collaboravo in quell'occasione ha fatto scivolare nell'abisso dell'indefinito il periodo preciso. Lasciai quel posto col cuore saturo di gioia (amplificata - per reazione - dalla noia mortale che mi affligge ogni volta che assisto ad un matrimonio), complice della bellezza che irradiava da tutti i pori delle pareti di quel monumento così nobile, magico, pieno di mistero umano e luogo ideale di spiritualità; indi già mi immaginavo un presto e più felice ritorno, magari con qualche buon amico. Purtroppo nel caos dei ritmi del lavoro, tra una foto e l'altra fatta agli sposi, lasciai trascorrere la giornata senza chiedere il nome e di quel bel monumento e della località, e il girare e rigirare per quelle strade di montagna mi fecero smarrire anche il senso di orientamento (non guidavo io). Quel felice posto è rimasto solo una bella idea fissata nella memoria, come un angolo esotico, un luogo indefinito. Idea che un bel giorno si è materializzata, solo per puro caso, per esserci persi in cerca della strada di casa. Eravamo di ritorno dal lago di Falciano. Riconobbi da subito il sentiero che vi conduceva e lo imboccammo. Poche centinaia di metri e ci trovammo di fronte uno scenario di desolazione. La basilica era stata defraudata del portale in marmo risalente al quattrocento. Il dolore che si prova davanti a simili episodi non lo si può raccontare; più appropriato sarebbe dire che non ci sono parole per esprimerlo. Per più di un millennio l'episcopio di Ventaroli è stato lì, guerre nate e sopite e saccheggi barbarici non ne hanno corrotto l'integrità. Solo la civiltà "superiore" del benessere e dei consumi poteva mettere fine alla bellezza di un monumento che speriamo, ce lo auguriamo davvero tutti, ritorni al suo massimo splendore.

martedì 26 agosto 2008

Così parlò Giggino


Modern Time


a Succivo

Cenere


Cortometraggio scritto e diretto da Giovanni Pirozzi

in attesa dello sparo...


Sul set di "Cenere"

Lorenzo Di Lorenzo


Lo sceriffo della contea di Gricignano

Il lupo alla fonte


La giusta misura


Cinema


Stefania Molitierno sul set di "Cenere"

Ritratto di Famiglia


Nella piazza di Succivo

Da grande farò il regista!


Giovanni Pirozzi sul set di "Cenere", cortometraggio da lui diretto

Sul set di Cenere


Magic Bicycle


a Succivo

La bicicletta di Santulillo


Parvulos et Magister


Giggino's Way


Luigi Murolo detto Giggino o' Lupo, sovrano indiscusso della piazza e del corso di Succivo