lunedì 13 marzo 2017

Chiesetta rurale dedicata alla Madonna della Neve. Strada Provinciale Roccamonfina - Valogno, (località San Felice di Sessa Aurunca)

Delle visioni mozzafiato, io le chiamo così. Sono delle immagini che ti si presentano davanti all'improvviso quando giri per le strade della tua terra, che tu ami molto e sai che non tradirà mai il tuo insaziabile desiderio di bellezza e di luce. Sprazzi di luce che diventano ancora più intensi quando sei allenato bene a guardare anche le ombre, e che ti fanno stare bene come quando ti viene raccontata una storia, una bellissima storia. "Se volete figli intelligenti raccontategli delle fiabe" diceva Einstein, "...e se li volete molto intelligenti, raccontategli molte fiabe". A volte ho il timore di svegliarmi e di scoprire che il territorio di Sessa Aurunca e Roccarainola non esistano. Invece esistono e sono lì, e amano farsi raccontare. A noi umani piacciono i racconti, specialmente quelli fantastici, perchè ci fanno stare bene, ci fanno produrre endorfine (è la scienza che ce lo dice) che fanno abbandonare al sonno, potenziano inoltre il sistema immunitario e il sistema cognitivo. Una chiesetta sperduta in una stradina campestre in una zona collinare è principalmente la metafora di una casa. La chiesà è la casa di tutti. Una casa antica non può non richiamare un fantastico mondo immaginario: migliaia di vite, poveri vagabondi, marrani, pellegrini, forestieri, avventurieri. La tua mente inizia ad immaginare come vivevano, cosa mangiavano, quante volte pregavano se pregavano, quali filastrocche amavano cantare in chissà quale strana lingua davanti ad un fuoco che illuminava la sera, nei boschi o al caldo di una casa. Chissà cosa pensavano quando si trovano a passare di qui, davanti a questa chiesetta rurale dedicata alla Madonna della Neve.  A fianco alla chiesetta sgorga una fonte d'acqua raccolta in un canale di argilla cotta. 
 
















Sentiero posto di fronte alla chiesetta, subito dopo il ponte.























Di seguito le coordinate di Google Maps per arrivarci:
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mercoledì 8 marzo 2017

Il Casale dei Baroni a Santa Maria a Vico (Ce)

Pubblicizzo volentieri questa struttura ristorativa. Lo ritengo, nel complesso, un luogo piacevolissimo, dove la bellezza di un bene architettonico un tempo funzionale alla civiltà contadina, si unisce ora all'eleganza e alla finezza di arredi tipici delle strutture per cerimonie. Un compromesso che non ha intaccato minimamente la grazia naturale di una masseria del 600. Un gioiello di progettualità attenta alla salvaguardia, diciamo, quasi totale; ne è prova il ridente giardino piantato ad agrumeto che circonda l'intera struttura, in cui noi professionisti della fotografia possiamo divertirci grazie agli intricatissimi giochi di luci ed ombre.  Il "Casale dei Baroni", dice il sito ufficiale www.casaledeibaroni.com, è stata una residenza appartenuta al barone Valletta. E' facilmente raggiungibile sia dall'Asse di Supporto (Uscita San Felice a Cancello) che dall'A1 (Uscita Caserta Sud). Indirizzo:
Viale Prolungamento della Libertà, 29

81028 Santa Maria a Vico (Caserta)

Franco Spinelli fotografo
3335781651

lunedì 6 marzo 2017

Carceri Vecchie e Conocchia, i monumenti funebri dell'antica Capua sull'Appia
















L'edificio "Carceri Vecchie" è un antico mausoleo di epoca imperiale (I° sec. d. C.), ritenuto erroneamente per molto tempo delle carceri in cui venivano imprigionati i gladiatori che lottavano nella vicina arena dell'anfiteatro di Capua, da qui appunto il nome. In realtà si tratta di un monumento funebre costruito per ospitare i corpi di personaggi celebri, forse anche gladiatori, di cui si ignorano i nomi. Anche la cosiddetta Conocchia (terza ed ultima foto) fu un monumento funebre, giunta fino a noi in ottime condizioni grazie ad un restauro voluto da Ferdinando IV di Borbone. Ambedue gli edifici si trovano lungo la via Appia, nella pertinenza del comune di San Prisco.





Il mausoleo Carceri Vecchie in un antico affresco
fonte: www.trionfo.altervista.org



Le Carceri Vecchie in un disegno ad acquerello monocromo di Carlo Labruzzi (Roma 1748 - Perugia 1817) conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana . Il disegno fu realizzato nel corso di un viaggio da Roma a Benevento compiuto nell'autunno del 1789.

Le Carceri Vecchie in un disegno di Giuliano da Sangallo (Firenze, 1445 – Firenze, 1516)


La Conocchia in un disegno ad acquerello monocromo di Carlo Labruzzi (Roma 1748 - Perugia 1817) conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana . Il disegno fu realizzato nel corso di un viaggio da Roma a Benevento compiuto nell'autunno del 1789.




"In Spes contra Spem"













Questa foto l'ho scattata a Santa Maria Capua Vetere, si tratta di uno stemma familiare dipinto nella volta di un androne di un palazzo. La frase riportata si riferisce ad una lettera in cui San Paolo parla della fede incrollabile di Abramo « ... qui contra spem in spem credidit, ut fieret pater multarum gentium secundum quod dictum est ei: Sic erit semen tuum. » 

venerdì 3 marzo 2017

Chiesa rinascimentale di San Paolo l'eremita e Santa Prima Martire a San Paolo Bel Sito (Na)

Chiesa di San Paolo l'eremita e Santa Prima martire (a destra) 

















San Paolo Bel Sito
“Ei nasce ai piedi della collina in fior …”
Tommaso Iovino
Storia
(dal sito ufficiale della parrocchia San Paolo l'eremita e Santa Prima martire)
http://www.parrocchiabelsito.it
San Paolo Bel Sito si sviluppa lungo l’asse Nola-Lauro-Palma Campania che ricalca, secondo alcuni studiosi, il tracciato dell’antica via Popilia. Importanti rinvenimenti archeologici nelle località Vigna, Montesano e Campo Stella, testimoniano l’intensa occupazione dell’area sia in epoca protostorica che romana.
All’età del Bronzo Antico è riferibile l’eccezionale scoperta degli scheletri di due individui morti a causa dell’eruzione vulcanica cosiddetta delle “Pomici di Avellino” (XIX-XVIII secolo a.C.). Altri rinvenimenti si riferiscono ad un abitato del Bronzo Finale (XI-X secolo a.C.), ai resti di un tempio italico (IV-III secolo a.C.), a quelli di una villa romana del tardo periodo repubblicano-prima età imperiale nonché a sepolcreti con tombe sannitiche e romane. L’insediamento odierno di San Paolo sembra abbia avuto origine in epoca tardo medievale – come attestano fonti coeve del XIII e XIV secolo – dall’unione e dalla successiva fusione di due nuclei abitativi separati, ognuno con la propria chiesa parrocchiale, presenti sul territorio.
Secondo lo storico nolano Ambrogio Leone, vissuto a cavallo fra i secoli XV e XVI, a fondare San Paolo furono gli abitanti di Cicala che, abbandonata la cima del colle, si diedero a coltivare i campi posti alle sue pendici. La storia del paese in età moderna s’intreccia, come quella di altri piccoli centri, alla città di Nola, di cui fu casale. Il suo nome sembra derivi dal Santo al quale, fin dagli inizi del XIV secolo, era dedicata una chiesa, San Paolo I Eremita.
L’appellativo “Bel Sito” fu aggiunto al toponimo originario dopo l’unità d’Italia, per distinguere questo paese da altri con simile nome. Con tale appellativo, trasposizione del termine greco ghè kalè (terra bella) da cui deriverebbe il nome di Cicala, si sono volute ricordare le origini del paese. La felice posizione geografica, congiunta alla bellezza naturale del paesaggio, contribuì, dalla fine del XVIII fino agli inizi del XX secolo, a far assumere al paese il ruolo di ricercato luogo di villeggiatura da parte dell’aristocrazia partenopea.
Testimonianza di questo passato recente sono molte di quelle nobili dimore ed una in particolare, villa Montesano, posta su una modesta altura appena fuori dal centro abitato del paese. Vi soggiornò il Cimarosa, che qui compose “Il matrimonio segreto”. La villa è ricordata per l’incendio nel quale andarono distrutti molti documenti dell’Archivio di Stato di Napoli, qui trasferiti durante la seconda guerra mondiale.
L’economia prevalente del paese è ancora oggi, quella agricola, anche se non mancano settori produttivi impegnati nell’artigianato.

sabato 7 febbraio 2015

Pierangelo Bertoli - Il Centro del fiume.

Figure di carta che bevono nuovi pensieri
E fragili miti creati dal mondo di ieri
Disperdono giovani forze sottratte al domani
Lasciando distorte le menti e vuote le mani
Consumi la vita sprecando il tuo tempo prezioso
Raggeli la mente in un vano e assoluto riposo
Trascorri le ore studiando le pose già viste
Su schermi elettronici oppure su false riviste
E tieni le orecchie tappate agli inviti del suono
E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo
Deciso a sfuggire il tuo tempo che soffia e ribolle
Non abile a prendere il passo di un mondo che corre
Coraggio è soltanto una strana parola lontana
Tu cerchi rifugio in un pezzo di canapa indiana
Il sesso che prendi con facile e semplice gesto
Rimane ancora e di nuovo soltanto un pretesto
E ancora nascondi la testa alla luce del sole
Il sesso è scoperto però hai coperto l'amore
E tieni le orecchie tappate agli inviti del suono
E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo
Fai parte di un gregge che vive ignorando il domani
E corri da un lato e dall'altro ad un cenno dei cani
Il mito di un lupo mai visto ti ha fritto il cervello
E corri perfino se il branco ti porta al macello
E dormi nel centro del fiume che corre alla meta
E niente che possa turbare il tuo sonno di seta
Qualcuno ti grida di aprire i tuoi occhi nebbiosi
Ma tu preferisci annegare in giorni noiosi
Non senti che ti stanno chiamando con voce di tuono
E questa è una polvere grigia che cade sugli occhi dei figli dell'uomo.

martedì 6 maggio 2014

Carogne d'Italia


































COPPA ITALIA E ALTRO. RIEPILOGANDO: “MAI PIU’?” (di Gennaro De Crescenzo)
PREMESSA
“Porta a porta” del 5/5/14 interamente dedicata alla questione-ultrà. Primo accenno al grave ferimento del tifoso napoletano dopo 82 minuti. Silenzio glaciale del “napoletano” Ciro Ferrara. Per 3.20 minuti complessivi si parla di Ciro Esposito. Il tema centrale della trasmissione, come da foto allegata, è MAI PIU’ con gigantografia del capo-tifoso napoletano (e non con una foto del napoletano ferito gravemente). Si parla per 120 minuti dei rapporti tra curve e società, della maglietta del capo-tifoso e dei fischi all’inno.
PUNTI SALIENTI
1) Un tifoso napoletano viene ferito gravemente da un romanista sul percorso indicato dalle forze dell’ordine ma in assenza di forze dell’ordine;
2) I tifosi napoletani all’Olimpico aspettavano notizie preoccupati e, in caso di notizie drammatiche, pensavano che la partita non si dovesse giocare;
3) I tifosi napoletani, informati da un loro capo informato da forze dell’ordine e dal capitano del Napoli, decidono, civilmente, di evitare cori, striscioni e bandiere per solidarietà verso il ragazzo ferito;
4) Molti tifosi del Napoli (e anche il capo-tifoso) lasciano lo stadio per raggiungere il ragazzo ferito in ospedale;
5) Dalla curva fiorentina partono i soliti cori che inneggiano al Vesuvio (i tifosi napoletani applaudono ironicamente).
INTANTO…
1) Un tifoso romanista (la Roma non era coinvolta nella partita) lanciava bombe-carta sui bus del Napoli e, di fronte alla reazione di alcuni tifosi napoletani, sparava diversi colpi di pistola ferendone alcuni e uno in modo molto grave;
CONCLUSIONI
1) I media in Italia, all’estero (e anche a Napoli) sbattono in prima pagina il capo-tifoso;
2) Cariche dalle più alte alle più basse dello Stato denunciano la questione-ultra’, una presunta trattativa (smentita da questori e ministri) con il capo-tifoso e la sua maglietta infelice;
DEDUZIONI PARTICOLARI
1) I tifosi napoletani feriti e anche quello in gravi condizioni vengono arrestati in ospedale per rissa; 
2) E’ tutta colpa dei napoletani.
COROLLARIO-TEST
1) Provate a immaginare politici, opinionisti, sociologi, giornalisti, intellettuali italiani (e napoletani) di fronte ad un episodio analogo ma con un tifoso di altra città ferito gravemente da un napoletano. 
DEDUZIONI GENERALI
1) E’ SEMPRE COLPA DI NAPOLI E DEI NAPOLETANI

martedì 31 dicembre 2013

Vado a vivere nel borgo



Servizio di Roberta Muzio 
riprese e montaggio Franco Spinelli 
per Quarto Canale Flegreo. 
Concorre al premio giornalistico "Franco Compasso" dell'Asips, Azienda Speciale per l'Innovazione della Produzione e dei Servizi della Camera di commercio di Caserta.

Rifiuti, inquinamento, traffico, prezzi alle stelle, mutui inaccessibili. In una parte della provincia tutto questo non esiste. Ci sono paesi dell'Alto Casertano dove è possibile trasformare lo stile di vita per sempre o, semplicemente, per alcuni periodi dell'anno. La vocazione di questi centri è agricola ma l'unica prospettiva di sviluppo è il turismo e il patrimonio immobiliare può essere riconvertito attraverso soluzioni di albergo diffuso. A Ciorlano, paese più piccolo della provincia, si vive così.

martedì 17 dicembre 2013

Natale a Gricignano, divertimento per i bambini

Gricignano (15.12.13) - Festa natalizia in piazza Municipio di Gricignano. La seconda edizione del "Natale a Gricignano" è stata organizzata, come lo scorso anno, dal "Comitato donne", che quest'anno si è avvalso del prezioso contributo dell'associazione Arcadia, i cui soci hanno offerto per l'occasione lo spettacolo degli sputa fuoco. Tante le persone, soprattutto bambini, accorsi per l'occasione.

venerdì 29 novembre 2013

Gricignano, un paese da ricostruire.














Stasera ho fatto una passeggiata per le strade Gricignano, l'aria fredda e pungente mi è sembrata dapprima invitante, poi un tanfo di puzza l’ha invasa, ed era talmente forte che veniva voglia di vomitare. E’ così da alcuni anni a questa parte, da quando qualcuno ha deciso che l’unica vocazione di questo territorio è quella dello smaltimento dei rifiuti. Queste circostanze mi fanno pensare a quello che stiamo costruendo, o meglio, a quello che stiamo "demolendo" in questo luogo. E anche qui c'è da raddrizzare il tiro delle parole: meglio sarebbe dire "non-luogo". Perché Gricignano, purtroppo, è diventato un dormitorio, un posto in cui ci si viene solo per espletare le poche ma necessarie funzioni vitali, come quella di dormire, mangiare, lavarsi ecc. L'anima, il Genius Loci che i nostri antenati – ancora legati alla terra – percepivano e veneravano, non c’è più. O forse no. Forse sotto la crosta dell’immondizia materiale e spirituale che tutto comprime c’è ancora qualche spiraglio di speranza che aspetta di essere tirata fuori. Costruire, non demolire! Far risorgere l’anima, affidarsi alla sua straordinaria forza rigeneratrice. E’ un lavoro da fare dentro di noi più che altrove. Un paese ci vuole – scrivevaCesare Pavese - non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
(lunedì 11 novembre 2013)

mercoledì 2 ottobre 2013

Casal di Pincipe, migliaia in corteo contro "l'avvelenamento della Campania"


Una folla interminabile, si ha davvero difficoltà a stabilire il numero dei partecipanti al corteo di ieri, certo è che la grande quantità di persone accorse dalle province di Napoli e Caserta ha lasciato il segno: Casal di Principe non più la stessa, cittadini di ogni ceto sociale hanno marciato portandosi dietro il carico di dolore e di speranza del territorio di provenienza. Da Capitale dell'impero criminale dei clan camorristici a laboratorio modello di cittadinanza attiva, da simbolo della mancanza di controllo da parte dello stato italiano a città di accoglienza e di voglia di partecipazione. Città simbolo di un meridione che spezza le catene del colonialismo che dura da 150 anni. "Mai più uno stato complice della criminalità" questo il grido, carico di rabbia, delle decine di persone che abbiamo incrociato lungo il percorso. "Bonifiche serie e mappatura dei siti inquinati, controllo serrato della filiera agroalimentare...", i cittadini campani hanno le idee chiare su come risolvere la tragica emergenza ambientale. " I soldi ci sono" - ha aggiunto un giovane casalese - "basta usare i soldi del gettito fiscale proveniente dalle zone inquinate o anche utilizzare le ricchezze sequestrate alle cosche". In attesa di un segnale di "volontà", da parte delle istituzioni, la mobilitazione continua.

lunedì 16 settembre 2013

Grande partecipazione all'iniziativa "La mia Terra è avvelenata"


"Quando poi si tratta di scegliere e di andare...te la ritrovi tutta con gli occhi aperti  chè sanno benissimo cosa fare", mai parole furono più appropriate, perché è in momenti come questi che la gente fa la "storia" come cantava De Gregori nella famosa canzone.
Un'autentica marea umana si è riversata nelle strade di Aversa per partecipare al grido di dolore lanciato nei giorni scorsi dal social network facebook: "la mia terra è avvelenata!". All'appello hanno risposto migliaia di cittadini, molti i giovanissimi, provenienti da tutta la provincia di Caserta e da quella di Napoli. Nessuna sigla coinvolta nell'organizzazione dell'evento, nè partiti nè associazioni, un esempio lampante della capacità di "autorganizzazione dal basso" della nostra gente che troppo spesso, e incautamente, viene definita come sciatta e dedita ad atteggiamenti omertosi. L'indignazione è stata espressa con un lungo silenzio lungo tutto il percorso, dal Parco Pozzi all'Arco dell'Annunziata (Porta Napoli). Indignati per le emergenze ambientali e sanitarie che interessano gran parte del territorio campano - e che le istituzioni dimostrano di non voler prendere seriamente in considerazione - i cittadini di questa sventurata porzione di Terra di Lavoro hanno finalmente deciso di lanciare un messaggio forte alla camorra e alle istituzioni. Da tutte le parti un coro unanime: subito le bonifiche! Ovvio che non basta una, seppur straordinaria, manifestazione a risolvere il problema. E' un passo importante, ora tocca a tutti essere costanti nel discutere e portare a conoscenza del problema ambientale una sempre più vasta fetta di popolazione. Siamo sulla buona strada. Non demordiamo!
Franco Spinelli
15.09.13

mercoledì 4 settembre 2013

Premio alla Carriera per Enzo Avitabile, Amnesty International omaggia il musicista partenopeo.

Enzo Avitabile






















"Enzo Avitabile, sulle scene da oltre trent'anni, ha sempre dimostrato di essere un artista a tutto tondo, in grado di far tesoro della miglior tradizione napoletana, fiore all'occhiello dell'Italia nel mondo, attualizzandola e impreziosendola con contaminazioni soul e jazz di respiro internazionale.
Mai legato alle mode del momento o ad istanze meramente commerciali, ha sempre saputo rinnovare il proprio suono mettendolo anche al servizio di tematiche tanto 'scomode' quanto importanti come quelle legate all'emarginazione e alla rivendicazione dei diritti umani" Queste le motivazioni degli organizzatori di del Premio Amnesty.

lunedì 8 luglio 2013

A sud di nessuno!..


Vi aspettiamo Sabato 13 Luglio alle ore 19.00 nel cortile Santagata-Di Luise (nei pressi di piazza municipio), Gricignano di Aversa (Ce)

lunedì 1 luglio 2013

Napoli nel pomeriggio
















Napoli vista dal belvedere di S. Antonio a Posillipo.

Chiesa Immacolatella a Pizzofalcone - Napoli
















Napoli, con il suo centro storico più grande d'Europa, è uno scrigno di tesori. Molti, troppi, versano in stato di completo abbandono. La fondazione della Chiesa dell'Immacolatella a Pizzofalcone è fatta risalire agli inizi del XVI secolo, ma una completa riedificazione è stata fatta nel 1857 dall'architetto Francesco Jaoul per volere di Re Ferdinando II, come testimonia una scritta in bassorilievo sul finto architrave che sovrasta la porta d'ingresso. Danneggiata dai violentissimi bombardamenti angloamericani fu restaurata e riaperta nel primo dopoguerra, fino ad arrivare ad un nuovo abbandono qualche decennio fa perché pericolante. Lo stile neoclassico "made in Naples" dovrebbe essere ancor più motivo di vanto per la città, non si spiega quindi un abbandono, davvero poco dignitoso, per un bene architettonico situato, tra l'altro, su di un terrazzo panoramico (Pizzofalcone), dove è possibile ammirare scorci suggestivi di Napoli e di tutto il golfo.

venerdì 28 giugno 2013

La dedicazione al tempio di Salomone - Opera di Santolo Cirillo

Santolo Cirillo e Giovan Battista Natoli - La dedicazione
al tempio di Salomone (1737)




















"La dedicazione al Tempio di Salomone" è un grande affresco situato sulla contro facciata della Basilica di San Paolo Maggiore di Napoli recante data di esecuzione 1737. Collocabile in ambito solimenesco per lo stile classicheggiante è stato eseguito dai due pittori Santolo Cirillo e Giovan Battista Natoli. Quest'ultimo, tanto caro a Re Carlo di Borbone, si occupò delle linee architettoniche che si stagliano sullo sfondo, mentre tutto il resto è opera di Cirillo, artista di Grumo Nevano che ha lasciato numerose opere d'arte nella Napoli capitale e nelle città vicine.

 La dedicazione
al tempio di Salomone (1737)
Particolare




mercoledì 12 giugno 2013

I lavoratori Indesit protestano contro i licenziamenti


Caserta (10.06.13) Gli oltre 900 operai di Merloni e fabbriche dell'indotto si sono riuniti davanti ai cancelli degli stabilimenti (zona industriale di Teverola-Gricignano) per dire no al piano di licenziamenti prospettato dalla nota azienda produttrice di elettrodomestici. A farne le spese sarebbero, tra Caserta e Ancona, 1425 operai, una ricaduta negativa per le economie dei territori in questione da scongiurare, tant'è che alle agitazioni sindacali hanno risposto, qui in Campania, oltre venti sindaci del territorio, presenti con la fascia tricolore alla manifestazione per scongiurare il piano di esuberi. Abbiamo raccolto le voci degli operai, della società civile accorsa per solidarietà, del sindaco di Carinaro Mario Masi e del consigliere regionale di opposizione Corrado Gabriele.

mercoledì 5 giugno 2013

Napoli
















“Se nessun napoletano vuole andarsene dalla sua città, se i poeti celebrano in grandiose iperboli l’incanto di questi siti, non si può fargliene carico, vi fossero anche due o tre Vesuvi nelle vicinanze. Qui non si riesce davvero a rimpiangere Roma; confrontata con questa grande apertura di cielo, la capitale del mondo nella bassura del Tevere appare come un vecchio convento in posizione sfavorevole” 
Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)

lunedì 27 maggio 2013

Il progetto "Dei Ritratti - 33 Giri nell'Archeologia"

Santa Maria Capua Vetere (18.05.13). I giovani del sodalizio sammaritano "Club 33 giri" sono stati protagonisti di una rassegna promossa dalla Sovrintendenza per i Beni Culuturali di Caserta e Benevento avente per titolo "Dei Ritratti - 33 Giri nell'Archeologia". Location dell'evento l'importante Museo dell'antica Capua, vanto del territorio e gioello d'Italia. Apollo e Dioniso sono state le figure mitologiche su cui si è indagato con le attività laboratoriali pensate dai giovani del sodalizio e a cui ha preso parte anche un nutrito gruppo di studenti del Liceo Artistico di S. Maria Capua Vetere coadiuvati dal professor Vittorio Vanacore. Tra i laboratori quello del Body painting ha suscitato in particolare l'interesse del pubblico accorso numeroso. In video Carolina Nacca, Vincenzo Adelini e Tiziana Simiani, gli attivisti che raccontano della loro associazione e dei prossimi eventi in programma.

mercoledì 15 maggio 2013

Jean Noel Schifano e Angelo Forgione presentano "Made in Naples"


Napoli (13.05.13) - Intervista a Jean Noel Shifano, famoso scrittore e intellettuale d'oltralpe che da anni si batte per la causa meridionalista, intervistato in occasione della presentazione di "Made in Naples", primo lavoro letterario del giovane giornalista meridionalista Angelo Forgione, anche lui intervistato, noto ai più in qualità di fondatore e attivista del movimento V.A.N.T.O. (acronimo di "Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell'Orgoglio"). Le associazioni CamUrrà ed Arcadia si stanno adoperando per una presentazione del libro di Forgione anche  a Gricignano (Ce). Vi terremo aggiornati sull'argomento.

Angelo Forgione e Jean Noel Schifano

Jean Noel Schifano


domenica 12 maggio 2013

Una bella bici che va...via dal proprietario. Un furto pieno di mistero.


Gricignano. Il furto della bicicletta di Nicola Buonanno è stato ripreso dalla telecamere di un esercizio commerciale, senza che però queste riuscissero a fornire indicazioni utili all'identificazione dei ladri. Tanto lo sdegno del leggittimo proprietario della bicicletta, a cui hanno rivolto attestati di solidarietà tutte le forze politiche e sociali della nostra comunità. Intanto è caccia ai ladri, mentre in città è già psicosi da furto di bicicletta, con decine e decine di acquisti di catene e catenacci utili a tutelare, almeno per questa stagione estiva, gli economici ma preziosi velocipedi.

sabato 4 maggio 2013

La statua di Ferdinando II di Borbone a Pietrarsa (Portici - Na)

La statua di Ferdinando II di Borbone Due Sicilie a Pietrarsa






















Sicuramente se n'è parlato già, mercoledi scorso ho toccato con mano il degrado che interessa la statua di Ferdinando II a Pietrarsa. Indicibile il degrado e gli sfregi, quelli passati (i colpi di fucile) e quelli moderni (quella odiosa cancellata!)

lunedì 8 aprile 2013

Ragazzo ucciso ad Aversa. Un altro capitolo drammatico nella terra più martoriata d'Europa: l'Agro Aversano


Rissa tra minori nel casertano, uno muore accoltellato
Feriti anche altri quattro 15enni, Cc arrestano un diciassettenne

08 aprile, 10:57
Emanuele Di Caterino, il 15enne ucciso ad Aversa
Emanuele Di Caterino, il 15enne ucciso ad Aversa






















CASERTA - Un ragazzo di 15 anni è morto stanotte in ospedale, nel Casertano, dopo essere stato accoltellato nei pressi di un ufficio postale di Aversa (Caserta) da un giovane di 17 anni, poi arrestato dai carabinieri. Il ragazzo è stato colpito al cuore durante una lite ed è morto in ospedale, due ore dopo il ricovero. Colpiti e feriti anche altri quattro amici, tutti coetanei.


La vittima è il nipote di Gaetano Iorio, esponente del clan Schiavone, sottoposto a sorveglianza speciale. Si chiamava Emanuele Di Caterino, ed era di San Cipriano d'Aversa (Caserta. Un altro dei feriti è invece il nipote del boss Michele Zagaria (é il figlio della sorella) mentre un terzo è nipote di Salvatore Nobis, elemento di spicco della fazione Zagaria. Il padre del ragazzo di 17 anni fermato con l'accusa di essere l'assassino ha piccoli precedenti per reati contro il patrimonio.


La lite è scoppiata poco dopo la mezzanotte, per futili motivi, in via De Chirico, ad Aversa, nei pressi dell'ufficio postale e non molto distante da un pub. Al momento i carabinieri stanno ascoltando le altre quattro vittime e alcune persone che hanno assistito alla tragedia. Due dei quattro ragazzi di 15 anni aggrediti sono stati medicati e dimessi dai medici dell'ospedale di Aversa (Caserta). Di poco conto le lesioni subite durante l'aggressione. I restanti due, invece, sono ancora in ospedale, affidati alle cure mediche, ma non risultano in gravi condizioni.


I carabinieri stanno indagando su presunti legami di parentela con pregiudicati del posto, vicini alla malavita organizzata, dei sei giovani coinvolti nella lite che ad Aversa (Caserta) è sfociata nell'uccisione di un ragazzo di 15 anni. Il litigio è scoppiato


Fonte: Ansa


giovedì 14 febbraio 2013

A Villa Literno una statua per... Giuseppe Garibaldi?!?!..















Nel silenzio quasi assoluto dei media (ad eccezion fatta dei pochi quotidiani locali) è stata fatta un'operazione, nel 2011 (nell'approssimarsi del 150° anniversario dell'unità d'Italia), che ha a dir poco del grottesco: spesi circa 80.000 euro per erigere un monumento nientepopodimeno che al signor Giuseppe Garibaldi. Dico io, nel periodo storico in cui si scoprono tutti gli orrori perpetrati da una parte nel nostro paese (il nord) ai danni dell'altra parte (il sud) al momento della famosa e tanto decantata unità d'Italia, quando cioè la penisola italica viaggiava, allora si, a due velocità - con il nord povero e arretrato ed un ricco e prospero Regno delle Due Sicilie che sfornava primati in tutti i campi, da quello del lavoro a quello dei diritti civili, da quello tecnologico a quello dell'arte - qualcuno ha ancora il coraggio di decantare le gesta di chi ha svenduto il nostro territorio dopo aver promesso ai poveri contadini meridionali un miglioramento delle proprie condizioni di vita? Come si fa a non capire che se il nostro amato meridione versa in condizioni così pietose rispetto al resto del paese , se il tessuto sociale è così lacerato, tal situazione è da addebitare a fattori storici e politici verificatisi proprio in quel particolare frangente storico che è stata l'unità del nostro paese? L'unità "forzata" di questo paese è l'avvenimento più triste che potesse capitare a noi meridionali.  Ieri derubati e vessati, oggi pseudo cittadini di una colonia a cui è concesso solo di "fornire braccia da lavoro" (belli tiemp 'e na' vota) e di consumare i prodotti delle loro ricche industrie. Tutto il resto poi è generosa "concessione". Eppure c'è ancora oggi, proprio qui al sud, chi innalza una statua ad un criminale di guerra quale è stato Giuseppe Garibaldi, se non è follia questa!..

domenica 20 gennaio 2013

Il circo della farfalla

...ma se soltanto tu potessi vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri.

giovedì 10 gennaio 2013

E' scomparso Antonio Tramontano






















E' scomparso Antonio Tramontano, oramai da 5 giorni. Amici, parenti e sopratutto i genitori stanno vivendo ore di angoscia e non riescono a spiegarsi il motivo di tale gesto. La speranza che anima noi tutti è che si sia allontanato volontariamente da casa, per questo gli lanciamo un appello: dai un segnale, anche una semplice telefonata ad un amico per far capire a tutti che stai bene, fallo per i tuoi genitori, che certamente non meritano questo strazio!

lunedì 24 dicembre 2012

Tramonto Agro Aversano
















Un immagine del 22.12.2012, un tramonto spettacolare che disegna le sagome delle abitazioni di San Cipriano - Casal di Principe

giovedì 13 dicembre 2012

Mizio e De Magistris, sintonia sull'Agenda Monti


Il gatto Mizio e Luigi De Magistris in piena sintonia per quel che riguarda l'operato del governo tecnico guidato da Mario Monti.

Costruire un presepe in sughero.


Video esempio pratico per costruire un presepe napoletano in sughero. Se ti piace clicca "mi piace" sulla pagina di LivioTV e condividi...

sabato 24 novembre 2012

Spazio e Tempo - L'Universo si sta creando, non è stato già creato.


Stiamo creando la nostra realtà attimo per attimo, per la ragione che lo spazio e il tempo si stanno creando allo stesso modo.

martedì 6 novembre 2012

Le Ferriere Borboniche di Teano



Le Ferriere Borboniche di Teano in provincia di Caserta.

Golfo di Gaeta
















Roccamonfina (Caserta) - Il Golfo di Gaeta visto dal crinale del vulcano spento di Roccamonfina. Uno spettacolo unico.

venerdì 2 novembre 2012

Acquedotto Carolino, brutte crepe in un arco












La foto non avrebbe neanche bisogno di un commento...
L'Acquedotto Carolino, così detto dal nome del celebre committente, Carlo VII di Borbone Re di Napoli e di Sicilia, è un monumento storico protetto dall'Unesco e considerato "bene mondiale dell'umanità". Autore dell'opera, da tutti definita capolavoro ingegneristico del settecento, è stato l'architetto Luigi Vanvitelli, celebre soprattutto per la progettazione della Reggia di Caserta (uno dei tre siti a cui erano destinate le acque dell'acquedotto in questione). Ovvio che come tutte le cose importanti e belle del nostro territorio...rischia di scomparire, quindi ogni allarme è giustificato. Sempre. L'ipotesi è che possa ricevere gravi e irreparabili danni alla prima importante scossa di terremoto che interesserà questo territorio. Non è avventata questa ipotesi, dal momento che, come dimostrato dalle foto di sopra, uno degli archi presenta una brutta crepa che non lascia presagire nulla di buono. Non credo che ci voglia un tecnico per indovinare che quella crepa può solo allargarsi se non si ricorre ad un progetto di restauro strutturale dell'intera struttura. Cosa poi possa aver generato quelle crepe è possibile anche indovinarlo: la celebre struttura è circondata da colline sui cui insistono cave di estrazione del calcare, più o meno legali, nelle quali sono state fatte brillare centinaia di mine esplosive utili al recupero del "prezioso" minerale. Vanvitelli la struttura l'aveva progettata a prova di terremoti, mica a prova di imbecilli? Pompei è solo la punta di un Iceberg, i beni culturali nel nostro territorio sono tutti a rischio.
L'imponente Acquedotto Carolino visto dal monte S. Michele

martedì 30 ottobre 2012

Carditello - Agenda 21: necessario impegno volontari per salvare il Real Sito


S.Tammaro – 28.10.12: Riapertura straordinaria del Real sito di Carditello promossa e organizzata dalle associazioni Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni e gli Ordini Professionali del Comitato Unitario delle Permanente degli Ordini e Collegi Professionali della Provincia di Caserta. L’iniziativa è resa possibile grazie ai volontari di Agenda 21, in particolare Tommaso Cestrone definito “l’Angelo di Carditello”, che, da solo, si è occupato della manutenzione ordinaria e straordinaria del sito. Il prossimo appuntamento è in programma l'1 e 2 dicembre. Per diventare volontario anche solo per un giorno scrivere a info@carditello.it

martedì 23 ottobre 2012

Carlo di Borbone delle Due Sicilie in visita ufficiale a Cava de' Tirreni.


Cava de' Tirreni (Salerno) - Migliaia di persone accorse per rendere omaggio a Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro e Gran Maestro del più antico ordine cavalleresco del mondo, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, quindi discendente diretto dei sovrani che regnarono sull'ex Regno delle Due Sicilie. Il sindaco Marco Galdi si è detto orgoglioso della visita di chi, come è stato detto, rappresenta il simbolo vivente del glorioso passato del meridione d'Italia. "La storia che la Sua famiglia ha rappresentato per il mezzogiorno d'Italia - ha detto il primo cittadino di Cava rivolgendosi a Carlo di Borbone seduto al suo fianco nella Sala Consiliare del Comune - è una storia che ci riempe di orgoglio e ci invita, quali uomini del sud, a non pensare che l'essere 'meridionali' sia una condizione voluta da Dio e dalla quale non ci si possa riscattare. Il meridione d'Italia è stato in passato una grande nazione e può ritornare ad esserlo". Tra gli applausi e le grida di "viva Carlo" e "viva i Borbone delle Due Sicilie" si sono conclusi i saluti e si è proceduto allo scambio di doni tra le rispettive personalità. Ha preso la parola poi il capo dell'antica casata dei Borbone delle Due Sicilie, emozionato e sinceramente commosso, ha annunciato il conferimento al gonfalone di Cava de' Tirreni della medaglia d'oro di benemerenza del Sacro Ordine Costantiniano.

venerdì 19 ottobre 2012

Giustizia per Lino!
















Cardito (Napoli) - Folla commossa e indignata per l'ultimo saluto a Pasquale Romano. La chiesa basilicale di S. Biagio in Cardito (NA) non è riuscita a contenere tutti i cittadini che hanno voluto omaggiare la salma di Lino, così lo chiamavano tutti, un ragazzo per bene, figlio di genitori esemplari, come molti ci hanno riferito, che non meritavano di certo un destino così crudele. A presenziare alle esequie anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, oltre ai numerosi rappresentanti di istituzioni locali e nazionali. Giustizia, questa la parola più pronunciata dalle centinaia di persone che abbiamo incrociato e a cui abbiamo chiesto di esprimere un loro parere, stessa parola che gli amici di Lino hanno voluto scrivere su un grande striscione posto sulla gradinata della chiesa.



martedì 16 ottobre 2012

La vera storia della Edil Bughinay Stiz


La vera storia della Edil Bughinay Stiz, a raccontarcela Pietro Fil 'a Mass.

sabato 13 ottobre 2012

The Bughinay Stiz Story


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domenica 7 ottobre 2012

lunedì 24 settembre 2012

Un'antica piramide a Giano Vetusto (Ce) - Ipotesi plausibile.


Un mistero che riguarda la colline dell'alto casertano. Chiunque ne sappia di più non esiti a commentare.

lunedì 17 settembre 2012

La quiete nella tempesta
















Non so se si tratta di un fenomeno ricorrente, sono convinto che sia un evento più unico che raro e che ho avuto la fortuna di immortalare nella giornata di Sabato 15 Settembre 2012: il principio di due arcobaleni, uno dei quali in coincidenza della punta del monte Tifata, una montagna che è, per noi abitanti della Piana Campana, un punto di riferimento. La foto l'ho scattata dal versante collinare di Pastorano. Il titolo metaforico allude allo scempio che ancora continua delle criminali attività estrattive del calcare, una vera piaga per questo territorio già messo a dura prova da altri e meglio conosciuti eventi nefasti.

martedì 11 settembre 2012

Il vetro restituito dal mare di Formia






















Qualche settimana fa mi sono imbattuto in una piccola spiaggia nei pressi del porto di Formia che ha qualcosa che la caratterizza rispetto a tutte le altre: posati sulla battigia e su gran parte del fondale antistante ad essa vi si possono ammirare infiniti pezzetti di vetro che il tempo e l'acqua hanno eroso fino a levigarli e dargli la forma che ho cercato di immortalare (in controluce) nell'immagine di sopra. Nessun problema a camminarvi sopra a piedi nudi, la spiaggia è sicurissima. L'attività di smaltimento illecito di tali tipologie di rifiuti dev'essere proseguita costantemente negli anni passati (forse anni 60) per arrivare ad inondare un'intera spiaggia di questi piccoli frammenti che a prima vista sembrano tante piccole pietre preziose. Sta di fatto che cercando informazioni a riguardo sulla rete ho scoperto che un sito del genere si trova anche negli Stati Uniti, e a quanto pare fa molta notizia. Mendocino, una piccola città della California settentrionale è salita agli onori della cronaca proprio per una spiaggia, la Beach Glass come la chiamano, simile a quella di Formia ed è per questo che diventata meta turistica. Chissà che non capiti lo stesso anche per l'amata Formia.

lunedì 10 settembre 2012

Il regno dei pazzi
















Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui! 
Friedrich Nietzsche

Nella foto una veduta della campagna di Gricignano, paese in cui vivo, con sullo sfondo le bruttissime palazzine sorte come funghi attorno al perimetro della già deturpata (vedi Us Navy) località Boscariello. Uno scempio immane perpetrato al di là di ogni ragionevole utilità, solo per mera speculazione edilizia a vantaggio di pochi individui. La Campania Felix, la dispensa alimentare dell'Italia, si avvia verso la sua inesorabile fine.

venerdì 7 settembre 2012

L’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI FINIRÀ NEL CARCERE….BORBONICO

Forse non tutti hanno seguito la tragicommedia messa in atto di recente dal Direttore dell’ Istituto per gli Studi Filosofici di Napoli, prof. avv. Gerardo Marotta, in reazione allo sfratto che è stato disposto a suo danno da parte del Comune di Napoli e della Regione Campania. 

In realtà la questione già si trascinava da qualche tempo ed aveva sollevato non pochi dubbi, soprattutto a chi faceva i conti nelle magre tasche pubbliche.

Infatti ogni anno, dal 1975, centinaia di seminari, dibattiti e pubblicazioni unilateralmente e monopolisticamente legate ad un certo tipo di cultura, “bruciavano” decine di milioni di euro di finanziamento pubblico, in “un’amministrazione confusa, caotica” (cfr.). Senza entrare nello specifico delle attività, comunque tutte rigorosamente giacobine, e degli inesistenti legami con il territorio e con tutta la sua storia e la sua cultura, e senza entrare nel merito dei continui insuccessi delle iniziative che, spesso, contavano più relatori che spettatori, in un momento di crisi grave come quello che stiamo vivendo, sarebbe stato necessario un dibattito serio ed approfondito. Innanzitutto sul ruolo ed il valore di certe istituzioni e sulle loro responsabilità, sul fallimento e sui limiti di un certo tipo di cultura, anche in merito all’attività di formazione che esse pretendono di svolgere se è vero che, come universalmente riconosciuto, Napoli e il Sud non hanno, da decenni, ad esempio, classi dirigenti adeguate.

Tenuto presente che l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli è stato da sempre il riferimento principale della cultura giacobina e risorgimentalista, sistematicamente lontana dalle radici culturali borboniche, tradizionaliste e cattoliche di Napoli, e che è stato ed è il maggiore avversario dell’attività neoborbonica, già da tempo si erano avviati su iniziativa della nostra Segreteria operativa una serie di “segnalazioni” con richiesta di chiarimenti, circa il versamento all’Istituto da parte del Comune di Napoli e della Regione Campania di 200 mila euro l’anno per l’affitto di 14 appartamenti necessari ad accogliere i volumi e gli “addetti” ai volumi. Inoltre si era provveduto a chiedere il bilancio pubblico dell’Istituto ed un riscontro incrociato del reale valore dei testi custoditi nonché le modalità di acquisto e la loro provenienza.


Sta di fatto che la scorsa settimana è arrivato improvvisa la disdetta da parte delle Istituzioni locali con il conseguente provvedimento di sfratto. 

Ed allora la sceneggiata interpretata del capo dei filosofi napoletani che si è fatto intervistare in pigiama (vedi foto) a lamentare la messa alla porta dei suoi ingombranti volumi giacobini da parte delle istituzioni napoletane.

Una reazione plateale che senza dubbio ha sortito il suo primo effetto se sindaci come quello di Casalnuovo, Antonio Peluso, di Acerra, Raffaele Lettieri e persino di Matera, Salvatore Adduce hanno prontamente offerto ospitalità agli scatoloni di Marotta.

Lo stesso sindaco di Napoli di fronte al vespaio giacobino e neogiacobino che si è alzato, ha proposto al professore di depositare i preziosi volumi in alcune ampie sale del Real Albergo dei Poveri. Ma la risposta sdegnosa del Direttore è stata pronta e delle più velenose, arrivando a collocare l’attuale cultura napoletana tra i principi di “festa, farina e forca” di borbonica memoria.

Tuttavia l’offerta più originale non si è fatta attendere ed è stata quella dell’ex ministro della Repubblica Gerardo Bianco. Egli ha messo a disposizione nientedimeno che il Carcere Borbonico di Avellino.

Una struttura settecentesca che per capienza, caratteristiche architettoniche, clima e praticità sembra la destinazione ideale per gli sfrattati. E sembra che sarà proprio questa la soluzione finale scelta in alternativa a quell’insicuro e polveroso capannone rimediato a Casoria dalla Regione Campania.

Alla fine un qualche riscatto morale da parte dei tanto bistrattati Borbone c’era da aspettarselo. Vediamo se quelle sale di costrizione costruite per ospitare anche gli amici storici di Marotta non riescano ad illuminarlo sul fatto che, se non fosse stato proprio per il carcere dei tanti odiati (da lui) Borbone, i suoi libri sarebbero stati condannati a morte sicura invece che ad una salutare reclusione di salvezza.

La vendetta della storia offesa è puntuale e l’effetto del suo susseguirsi è spietato: “ ieri a me, oggi a te”.

Articolo di Alessandro Romano del 3Settembre 2012 diffuso dal notiziario telematico leggittimista del Regno delle Due Sicilie.