mercoledì 10 settembre 2014
lunedì 2 giugno 2014
martedì 6 maggio 2014
Carogne d'Italia
COPPA ITALIA E ALTRO. RIEPILOGANDO: “MAI PIU’?” (di Gennaro De Crescenzo)
PREMESSA
“Porta a porta” del 5/5/14 interamente dedicata alla questione-ultrà. Primo accenno al grave ferimento del tifoso napoletano dopo 82 minuti. Silenzio glaciale del “napoletano” Ciro Ferrara. Per 3.20 minuti complessivi si parla di Ciro Esposito. Il tema centrale della trasmissione, come da foto allegata, è MAI PIU’ con gigantografia del capo-tifoso napoletano (e non con una foto del napoletano ferito gravemente). Si parla per 120 minuti dei rapporti tra curve e società, della maglietta del capo-tifoso e dei fischi all’inno.
PUNTI SALIENTI
1) Un tifoso napoletano viene ferito gravemente da un romanista sul percorso indicato dalle forze dell’ordine ma in assenza di forze dell’ordine;
2) I tifosi napoletani all’Olimpico aspettavano notizie preoccupati e, in caso di notizie drammatiche, pensavano che la partita non si dovesse giocare;
3) I tifosi napoletani, informati da un loro capo informato da forze dell’ordine e dal capitano del Napoli, decidono, civilmente, di evitare cori, striscioni e bandiere per solidarietà verso il ragazzo ferito;
4) Molti tifosi del Napoli (e anche il capo-tifoso) lasciano lo stadio per raggiungere il ragazzo ferito in ospedale;
5) Dalla curva fiorentina partono i soliti cori che inneggiano al Vesuvio (i tifosi napoletani applaudono ironicamente).
INTANTO…
1) Un tifoso romanista (la Roma non era coinvolta nella partita) lanciava bombe-carta sui bus del Napoli e, di fronte alla reazione di alcuni tifosi napoletani, sparava diversi colpi di pistola ferendone alcuni e uno in modo molto grave;
CONCLUSIONI
1) I media in Italia, all’estero (e anche a Napoli) sbattono in prima pagina il capo-tifoso;
2) Cariche dalle più alte alle più basse dello Stato denunciano la questione-ultra’, una presunta trattativa (smentita da questori e ministri) con il capo-tifoso e la sua maglietta infelice;
DEDUZIONI PARTICOLARI
1) I tifosi napoletani feriti e anche quello in gravi condizioni vengono arrestati in ospedale per rissa;
2) E’ tutta colpa dei napoletani.
COROLLARIO-TEST
1) Provate a immaginare politici, opinionisti, sociologi, giornalisti, intellettuali italiani (e napoletani) di fronte ad un episodio analogo ma con un tifoso di altra città ferito gravemente da un napoletano.
DEDUZIONI GENERALI
1) E’ SEMPRE COLPA DI NAPOLI E DEI NAPOLETANI
martedì 31 dicembre 2013
Vado a vivere nel borgo
Servizio di Roberta Muzio
riprese e montaggio Franco
Spinelli
per Quarto Canale Flegreo.
Concorre al premio giornalistico
"Franco Compasso" dell'Asips, Azienda Speciale per l'Innovazione
della Produzione e dei Servizi della Camera di commercio di Caserta.
Rifiuti, inquinamento, traffico, prezzi alle stelle, mutui
inaccessibili. In una parte della provincia tutto questo non esiste. Ci sono
paesi dell'Alto Casertano dove è possibile trasformare lo stile di vita per
sempre o, semplicemente, per alcuni periodi dell'anno. La vocazione di questi
centri è agricola ma l'unica prospettiva di sviluppo è il turismo e il
patrimonio immobiliare può essere riconvertito attraverso soluzioni di albergo
diffuso. A Ciorlano, paese più piccolo della provincia, si vive così.
martedì 17 dicembre 2013
Natale a Gricignano, divertimento per i bambini
Gricignano (15.12.13) - Festa natalizia in piazza Municipio di Gricignano. La seconda edizione del "Natale a Gricignano" è stata organizzata, come lo scorso anno, dal "Comitato donne", che quest'anno si è avvalso del prezioso contributo dell'associazione Arcadia, i cui soci hanno offerto per l'occasione lo spettacolo degli sputa fuoco. Tante le persone, soprattutto bambini, accorsi per l'occasione.
venerdì 29 novembre 2013
Gricignano, un paese da ricostruire.
Stasera ho fatto una passeggiata per le strade Gricignano, l'aria fredda e pungente mi è sembrata dapprima invitante, poi un tanfo di puzza l’ha invasa, ed era talmente forte che veniva voglia di vomitare. E’ così da alcuni anni a questa parte, da quando qualcuno ha deciso che l’unica vocazione di questo territorio è quella dello smaltimento dei rifiuti. Queste circostanze mi fanno pensare a quello che stiamo costruendo, o meglio, a quello che stiamo "demolendo" in questo luogo. E anche qui c'è da raddrizzare il tiro delle parole: meglio sarebbe dire "non-luogo". Perché Gricignano, purtroppo, è diventato un dormitorio, un posto in cui ci si viene solo per espletare le poche ma necessarie funzioni vitali, come quella di dormire, mangiare, lavarsi ecc. L'anima, il Genius Loci che i nostri antenati – ancora legati alla terra – percepivano e veneravano, non c’è più. O forse no. Forse sotto la crosta dell’immondizia materiale e spirituale che tutto comprime c’è ancora qualche spiraglio di speranza che aspetta di essere tirata fuori. Costruire, non demolire! Far risorgere l’anima, affidarsi alla sua straordinaria forza rigeneratrice. E’ un lavoro da fare dentro di noi più che altrove. Un paese ci vuole – scrivevaCesare Pavese - non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
mercoledì 2 ottobre 2013
Casal di Pincipe, migliaia in corteo contro "l'avvelenamento della Campania"
Una folla interminabile, si ha davvero difficoltà a stabilire il numero dei partecipanti al corteo di ieri, certo è che la grande quantità di persone accorse dalle province di Napoli e Caserta ha lasciato il segno: Casal di Principe non più la stessa, cittadini di ogni ceto sociale hanno marciato portandosi dietro il carico di dolore e di speranza del territorio di provenienza. Da Capitale dell'impero criminale dei clan camorristici a laboratorio modello di cittadinanza attiva, da simbolo della mancanza di controllo da parte dello stato italiano a città di accoglienza e di voglia di partecipazione. Città simbolo di un meridione che spezza le catene del colonialismo che dura da 150 anni. "Mai più uno stato complice della criminalità" questo il grido, carico di rabbia, delle decine di persone che abbiamo incrociato lungo il percorso. "Bonifiche serie e mappatura dei siti inquinati, controllo serrato della filiera agroalimentare...", i cittadini campani hanno le idee chiare su come risolvere la tragica emergenza ambientale. " I soldi ci sono" - ha aggiunto un giovane casalese - "basta usare i soldi del gettito fiscale proveniente dalle zone inquinate o anche utilizzare le ricchezze sequestrate alle cosche". In attesa di un segnale di "volontà", da parte delle istituzioni, la mobilitazione continua.
lunedì 16 settembre 2013
Grande partecipazione all'iniziativa "La mia Terra è avvelenata"
"Quando poi si tratta di scegliere e di andare...te la ritrovi tutta con gli occhi aperti chè sanno benissimo cosa fare", mai parole furono più appropriate, perché è in momenti come questi che la gente fa la "storia" come cantava De Gregori nella famosa canzone.
Un'autentica marea umana si è riversata nelle strade di Aversa per partecipare al grido di dolore lanciato nei giorni scorsi dal social network facebook: "la mia terra è avvelenata!". All'appello hanno risposto migliaia di cittadini, molti i giovanissimi, provenienti da tutta la provincia di Caserta e da quella di Napoli. Nessuna sigla coinvolta nell'organizzazione dell'evento, nè partiti nè associazioni, un esempio lampante della capacità di "autorganizzazione dal basso" della nostra gente che troppo spesso, e incautamente, viene definita come sciatta e dedita ad atteggiamenti omertosi. L'indignazione è stata espressa con un lungo silenzio lungo tutto il percorso, dal Parco Pozzi all'Arco dell'Annunziata (Porta Napoli). Indignati per le emergenze ambientali e sanitarie che interessano gran parte del territorio campano - e che le istituzioni dimostrano di non voler prendere seriamente in considerazione - i cittadini di questa sventurata porzione di Terra di Lavoro hanno finalmente deciso di lanciare un messaggio forte alla camorra e alle istituzioni. Da tutte le parti un coro unanime: subito le bonifiche! Ovvio che non basta una, seppur straordinaria, manifestazione a risolvere il problema. E' un passo importante, ora tocca a tutti essere costanti nel discutere e portare a conoscenza del problema ambientale una sempre più vasta fetta di popolazione. Siamo sulla buona strada. Non demordiamo!
Franco Spinelli
15.09.13
15.09.13
lunedì 9 settembre 2013
mercoledì 4 settembre 2013
Premio alla Carriera per Enzo Avitabile, Amnesty International omaggia il musicista partenopeo.
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| Enzo Avitabile |
"Enzo Avitabile, sulle scene da oltre trent'anni, ha sempre dimostrato di essere un artista a tutto tondo, in grado di far tesoro della miglior tradizione napoletana, fiore all'occhiello dell'Italia nel mondo, attualizzandola e impreziosendola con contaminazioni soul e jazz di respiro internazionale.
Mai legato alle mode del momento o ad istanze meramente commerciali, ha sempre saputo rinnovare il proprio suono mettendolo anche al servizio di tematiche tanto 'scomode' quanto importanti come quelle legate all'emarginazione e alla rivendicazione dei diritti umani" Queste le motivazioni degli organizzatori di del Premio Amnesty.
martedì 27 agosto 2013
lunedì 8 luglio 2013
A sud di nessuno!..
Vi aspettiamo Sabato 13 Luglio alle ore 19.00 nel cortile Santagata-Di Luise (nei pressi di piazza municipio), Gricignano di Aversa (Ce)
lunedì 1 luglio 2013
Chiesa Immacolatella a Pizzofalcone - Napoli
Napoli, con il suo centro storico più grande d'Europa, è uno scrigno di tesori. Molti, troppi, versano in stato di completo abbandono. La fondazione della Chiesa dell'Immacolatella a Pizzofalcone è fatta risalire agli inizi del XVI secolo, ma una completa riedificazione è stata fatta nel 1857 dall'architetto Francesco Jaoul per volere di Re Ferdinando II, come testimonia una scritta in bassorilievo sul finto architrave che sovrasta la porta d'ingresso. Danneggiata dai violentissimi bombardamenti angloamericani fu restaurata e riaperta nel primo dopoguerra, fino ad arrivare ad un nuovo abbandono qualche decennio fa perché pericolante. Lo stile neoclassico "made in Naples" dovrebbe essere ancor più motivo di vanto per la città, non si spiega quindi un abbandono, davvero poco dignitoso, per un bene architettonico situato, tra l'altro, su di un terrazzo panoramico (Pizzofalcone), dove è possibile ammirare scorci suggestivi di Napoli e di tutto il golfo.
venerdì 28 giugno 2013
La dedicazione al tempio di Salomone - Opera di Santolo Cirillo
"La dedicazione al Tempio di Salomone" è un grande affresco situato sulla contro facciata della Basilica di San Paolo Maggiore di Napoli recante data di esecuzione 1737. Collocabile in ambito solimenesco per lo stile classicheggiante è stato eseguito dai due pittori Santolo Cirillo e Giovan Battista Natoli. Quest'ultimo, tanto caro a Re Carlo di Borbone, si occupò delle linee architettoniche che si stagliano sullo sfondo, mentre tutto il resto è opera di Cirillo, artista di Grumo Nevano che ha lasciato numerose opere d'arte nella Napoli capitale e nelle città vicine.
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| La dedicazione al tempio di Salomone (1737) Particolare |
mercoledì 12 giugno 2013
I lavoratori Indesit protestano contro i licenziamenti
Caserta (10.06.13) Gli oltre 900 operai di Merloni e fabbriche dell'indotto si sono riuniti davanti ai cancelli degli stabilimenti (zona industriale di Teverola-Gricignano) per dire no al piano di licenziamenti prospettato dalla nota azienda produttrice di elettrodomestici. A farne le spese sarebbero, tra Caserta e Ancona, 1425 operai, una ricaduta negativa per le economie dei territori in questione da scongiurare, tant'è che alle agitazioni sindacali hanno risposto, qui in Campania, oltre venti sindaci del territorio, presenti con la fascia tricolore alla manifestazione per scongiurare il piano di esuberi. Abbiamo raccolto le voci degli operai, della società civile accorsa per solidarietà, del sindaco di Carinaro Mario Masi e del consigliere regionale di opposizione Corrado Gabriele.
mercoledì 5 giugno 2013
Napoli
“Se nessun napoletano vuole andarsene dalla sua città, se i poeti celebrano in grandiose iperboli l’incanto di questi siti, non si può fargliene carico, vi fossero anche due o tre Vesuvi nelle vicinanze. Qui non si riesce davvero a rimpiangere Roma; confrontata con questa grande apertura di cielo, la capitale del mondo nella bassura del Tevere appare come un vecchio convento in posizione sfavorevole”
Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)
lunedì 27 maggio 2013
Il progetto "Dei Ritratti - 33 Giri nell'Archeologia"
Santa Maria Capua Vetere (18.05.13). I giovani del sodalizio sammaritano "Club 33 giri" sono stati protagonisti di una rassegna promossa dalla Sovrintendenza per i Beni Culuturali di Caserta e Benevento avente per titolo "Dei Ritratti - 33 Giri nell'Archeologia". Location dell'evento l'importante Museo dell'antica Capua, vanto del territorio e gioello d'Italia. Apollo e Dioniso sono state le figure mitologiche su cui si è indagato con le attività laboratoriali pensate dai giovani del sodalizio e a cui ha preso parte anche un nutrito gruppo di studenti del Liceo Artistico di S. Maria Capua Vetere coadiuvati dal professor Vittorio Vanacore. Tra i laboratori quello del Body painting ha suscitato in particolare l'interesse del pubblico accorso numeroso. In video Carolina Nacca, Vincenzo Adelini e Tiziana Simiani, gli attivisti che raccontano della loro associazione e dei prossimi eventi in programma.
mercoledì 15 maggio 2013
Jean Noel Schifano e Angelo Forgione presentano "Made in Naples"
Napoli (13.05.13) - Intervista a Jean Noel Shifano, famoso scrittore e intellettuale d'oltralpe che da anni si batte per la causa meridionalista, intervistato in occasione della presentazione di "Made in Naples", primo lavoro letterario del giovane giornalista meridionalista Angelo Forgione, anche lui intervistato, noto ai più in qualità di fondatore e attivista del movimento V.A.N.T.O. (acronimo di "Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell'Orgoglio"). Le associazioni CamUrrà ed Arcadia si stanno adoperando per una presentazione del libro di Forgione anche a Gricignano (Ce). Vi terremo aggiornati sull'argomento.
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| Angelo Forgione e Jean Noel Schifano |
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| Jean Noel Schifano |
domenica 12 maggio 2013
Una bella bici che va...via dal proprietario. Un furto pieno di mistero.
Gricignano. Il furto della bicicletta di Nicola Buonanno è stato ripreso dalla telecamere di un esercizio commerciale, senza che però queste riuscissero a fornire indicazioni utili all'identificazione dei ladri. Tanto lo sdegno del leggittimo proprietario della bicicletta, a cui hanno rivolto attestati di solidarietà tutte le forze politiche e sociali della nostra comunità. Intanto è caccia ai ladri, mentre in città è già psicosi da furto di bicicletta, con decine e decine di acquisti di catene e catenacci utili a tutelare, almeno per questa stagione estiva, gli economici ma preziosi velocipedi.
sabato 4 maggio 2013
La statua di Ferdinando II di Borbone a Pietrarsa (Portici - Na)
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| La statua di Ferdinando II di Borbone Due Sicilie a Pietrarsa |
Sicuramente se n'è parlato già, mercoledi scorso ho toccato con mano il degrado che interessa la statua di Ferdinando II a Pietrarsa. Indicibile il degrado e gli sfregi, quelli passati (i colpi di fucile) e quelli moderni (quella odiosa cancellata!)
lunedì 8 aprile 2013
Ragazzo ucciso ad Aversa. Un altro capitolo drammatico nella terra più martoriata d'Europa: l'Agro Aversano
Rissa tra minori nel casertano, uno muore accoltellato
Feriti anche altri quattro 15enni, Cc arrestano un diciassettenne
08 aprile, 10:57
| Emanuele Di Caterino, il 15enne ucciso ad Aversa |
| Emanuele Di Caterino, il 15enne ucciso ad Aversa |
CASERTA - Un ragazzo di 15 anni è morto stanotte in ospedale, nel Casertano, dopo essere stato accoltellato nei pressi di un ufficio postale di Aversa (Caserta) da un giovane di 17 anni, poi arrestato dai carabinieri. Il ragazzo è stato colpito al cuore durante una lite ed è morto in ospedale, due ore dopo il ricovero. Colpiti e feriti anche altri quattro amici, tutti coetanei.
La vittima è il nipote di Gaetano Iorio, esponente del clan Schiavone, sottoposto a sorveglianza speciale. Si chiamava Emanuele Di Caterino, ed era di San Cipriano d'Aversa (Caserta. Un altro dei feriti è invece il nipote del boss Michele Zagaria (é il figlio della sorella) mentre un terzo è nipote di Salvatore Nobis, elemento di spicco della fazione Zagaria. Il padre del ragazzo di 17 anni fermato con l'accusa di essere l'assassino ha piccoli precedenti per reati contro il patrimonio.
La lite è scoppiata poco dopo la mezzanotte, per futili motivi, in via De Chirico, ad Aversa, nei pressi dell'ufficio postale e non molto distante da un pub. Al momento i carabinieri stanno ascoltando le altre quattro vittime e alcune persone che hanno assistito alla tragedia. Due dei quattro ragazzi di 15 anni aggrediti sono stati medicati e dimessi dai medici dell'ospedale di Aversa (Caserta). Di poco conto le lesioni subite durante l'aggressione. I restanti due, invece, sono ancora in ospedale, affidati alle cure mediche, ma non risultano in gravi condizioni.
I carabinieri stanno indagando su presunti legami di parentela con pregiudicati del posto, vicini alla malavita organizzata, dei sei giovani coinvolti nella lite che ad Aversa (Caserta) è sfociata nell'uccisione di un ragazzo di 15 anni. Il litigio è scoppiato
Fonte: Ansa
La vittima è il nipote di Gaetano Iorio, esponente del clan Schiavone, sottoposto a sorveglianza speciale. Si chiamava Emanuele Di Caterino, ed era di San Cipriano d'Aversa (Caserta. Un altro dei feriti è invece il nipote del boss Michele Zagaria (é il figlio della sorella) mentre un terzo è nipote di Salvatore Nobis, elemento di spicco della fazione Zagaria. Il padre del ragazzo di 17 anni fermato con l'accusa di essere l'assassino ha piccoli precedenti per reati contro il patrimonio.
La lite è scoppiata poco dopo la mezzanotte, per futili motivi, in via De Chirico, ad Aversa, nei pressi dell'ufficio postale e non molto distante da un pub. Al momento i carabinieri stanno ascoltando le altre quattro vittime e alcune persone che hanno assistito alla tragedia. Due dei quattro ragazzi di 15 anni aggrediti sono stati medicati e dimessi dai medici dell'ospedale di Aversa (Caserta). Di poco conto le lesioni subite durante l'aggressione. I restanti due, invece, sono ancora in ospedale, affidati alle cure mediche, ma non risultano in gravi condizioni.
I carabinieri stanno indagando su presunti legami di parentela con pregiudicati del posto, vicini alla malavita organizzata, dei sei giovani coinvolti nella lite che ad Aversa (Caserta) è sfociata nell'uccisione di un ragazzo di 15 anni. Il litigio è scoppiato
Fonte: Ansa
venerdì 15 marzo 2013
giovedì 14 febbraio 2013
A Villa Literno una statua per... Giuseppe Garibaldi?!?!..
Nel silenzio quasi assoluto dei media (ad eccezion fatta dei pochi quotidiani locali) è stata fatta un'operazione, nel 2011 (nell'approssimarsi del 150° anniversario dell'unità d'Italia), che ha a dir poco del grottesco: spesi circa 80.000 euro per erigere un monumento nientepopodimeno che al signor Giuseppe Garibaldi. Dico io, nel periodo storico in cui si scoprono tutti gli orrori perpetrati da una parte nel nostro paese (il nord) ai danni dell'altra parte (il sud) al momento della famosa e tanto decantata unità d'Italia, quando cioè la penisola italica viaggiava, allora si, a due velocità - con il nord povero e arretrato ed un ricco e prospero Regno delle Due Sicilie che sfornava primati in tutti i campi, da quello del lavoro a quello dei diritti civili, da quello tecnologico a quello dell'arte - qualcuno ha ancora il coraggio di decantare le gesta di chi ha svenduto il nostro territorio dopo aver promesso ai poveri contadini meridionali un miglioramento delle proprie condizioni di vita? Come si fa a non capire che se il nostro amato meridione versa in condizioni così pietose rispetto al resto del paese , se il tessuto sociale è così lacerato, tal situazione è da addebitare a fattori storici e politici verificatisi proprio in quel particolare frangente storico che è stata l'unità del nostro paese? L'unità "forzata" di questo paese è l'avvenimento più triste che potesse capitare a noi meridionali. Ieri derubati e vessati, oggi pseudo cittadini di una colonia a cui è concesso solo di "fornire braccia da lavoro" (belli tiemp 'e na' vota) e di consumare i prodotti delle loro ricche industrie. Tutto il resto poi è generosa "concessione". Eppure c'è ancora oggi, proprio qui al sud, chi innalza una statua ad un criminale di guerra quale è stato Giuseppe Garibaldi, se non è follia questa!..
domenica 20 gennaio 2013
Il circo della farfalla
...ma se soltanto tu potessi vedere la bellezza che può nascere dalle ceneri.
giovedì 10 gennaio 2013
E' scomparso Antonio Tramontano
E' scomparso Antonio Tramontano, oramai da 5 giorni. Amici, parenti e sopratutto i genitori stanno vivendo ore di angoscia e non riescono a spiegarsi il motivo di tale gesto. La speranza che anima noi tutti è che si sia allontanato volontariamente da casa, per questo gli lanciamo un appello: dai un segnale, anche una semplice telefonata ad un amico per far capire a tutti che stai bene, fallo per i tuoi genitori, che certamente non meritano questo strazio!
lunedì 24 dicembre 2012
Tramonto Agro Aversano
Un immagine del 22.12.2012, un tramonto spettacolare che disegna le sagome delle abitazioni di San Cipriano - Casal di Principe
giovedì 13 dicembre 2012
Mizio e De Magistris, sintonia sull'Agenda Monti
Il gatto Mizio e Luigi De Magistris in piena sintonia per quel che riguarda l'operato del governo tecnico guidato da Mario Monti.
Costruire un presepe in sughero.
Video esempio pratico per costruire un presepe napoletano in sughero. Se ti piace clicca "mi piace" sulla pagina di LivioTV e condividi...
sabato 24 novembre 2012
Spazio e Tempo - L'Universo si sta creando, non è stato già creato.
Stiamo creando la nostra realtà attimo per attimo, per la ragione che lo spazio e il tempo si stanno creando allo stesso modo.
lunedì 19 novembre 2012
sabato 17 novembre 2012
martedì 6 novembre 2012
Golfo di Gaeta
Roccamonfina (Caserta) - Il Golfo di Gaeta visto dal crinale del vulcano spento di Roccamonfina. Uno spettacolo unico.
venerdì 2 novembre 2012
Acquedotto Carolino, brutte crepe in un arco
La foto non avrebbe neanche bisogno di un commento...
L'Acquedotto Carolino, così detto dal nome del celebre committente, Carlo VII di Borbone Re di Napoli e di Sicilia, è un monumento storico protetto dall'Unesco e considerato "bene mondiale dell'umanità". Autore dell'opera, da tutti definita capolavoro ingegneristico del settecento, è stato l'architetto Luigi Vanvitelli, celebre soprattutto per la progettazione della Reggia di Caserta (uno dei tre siti a cui erano destinate le acque dell'acquedotto in questione). Ovvio che come tutte le cose importanti e belle del nostro territorio...rischia di scomparire, quindi ogni allarme è giustificato. Sempre. L'ipotesi è che possa ricevere gravi e irreparabili danni alla prima importante scossa di terremoto che interesserà questo territorio. Non è avventata questa ipotesi, dal momento che, come dimostrato dalle foto di sopra, uno degli archi presenta una brutta crepa che non lascia presagire nulla di buono. Non credo che ci voglia un tecnico per indovinare che quella crepa può solo allargarsi se non si ricorre ad un progetto di restauro strutturale dell'intera struttura. Cosa poi possa aver generato quelle crepe è possibile anche indovinarlo: la celebre struttura è circondata da colline sui cui insistono cave di estrazione del calcare, più o meno legali, nelle quali sono state fatte brillare centinaia di mine esplosive utili al recupero del "prezioso" minerale. Vanvitelli la struttura l'aveva progettata a prova di terremoti, mica a prova di imbecilli? Pompei è solo la punta di un Iceberg, i beni culturali nel nostro territorio sono tutti a rischio.
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| L'imponente Acquedotto Carolino visto dal monte S. Michele |
martedì 30 ottobre 2012
Carditello - Agenda 21: necessario impegno volontari per salvare il Real Sito
S.Tammaro – 28.10.12: Riapertura straordinaria del Real sito di Carditello promossa e organizzata dalle associazioni Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni e gli Ordini Professionali del Comitato Unitario delle Permanente degli Ordini e Collegi Professionali della Provincia di Caserta. L’iniziativa è resa possibile grazie ai volontari di Agenda 21, in particolare Tommaso Cestrone definito “l’Angelo di Carditello”, che, da solo, si è occupato della manutenzione ordinaria e straordinaria del sito. Il prossimo appuntamento è in programma l'1 e 2 dicembre. Per diventare volontario anche solo per un giorno scrivere a info@carditello.it
martedì 23 ottobre 2012
Carlo di Borbone delle Due Sicilie in visita ufficiale a Cava de' Tirreni.
Cava de' Tirreni (Salerno) - Migliaia di persone accorse per rendere omaggio a Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro e Gran Maestro del più antico ordine cavalleresco del mondo, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, quindi discendente diretto dei sovrani che regnarono sull'ex Regno delle Due Sicilie. Il sindaco Marco Galdi si è detto orgoglioso della visita di chi, come è stato detto, rappresenta il simbolo vivente del glorioso passato del meridione d'Italia. "La storia che la Sua famiglia ha rappresentato per il mezzogiorno d'Italia - ha detto il primo cittadino di Cava rivolgendosi a Carlo di Borbone seduto al suo fianco nella Sala Consiliare del Comune - è una storia che ci riempe di orgoglio e ci invita, quali uomini del sud, a non pensare che l'essere 'meridionali' sia una condizione voluta da Dio e dalla quale non ci si possa riscattare. Il meridione d'Italia è stato in passato una grande nazione e può ritornare ad esserlo". Tra gli applausi e le grida di "viva Carlo" e "viva i Borbone delle Due Sicilie" si sono conclusi i saluti e si è proceduto allo scambio di doni tra le rispettive personalità. Ha preso la parola poi il capo dell'antica casata dei Borbone delle Due Sicilie, emozionato e sinceramente commosso, ha annunciato il conferimento al gonfalone di Cava de' Tirreni della medaglia d'oro di benemerenza del Sacro Ordine Costantiniano.
venerdì 19 ottobre 2012
Giustizia per Lino!
Cardito (Napoli) - Folla commossa e indignata per l'ultimo saluto a Pasquale Romano. La chiesa basilicale di S. Biagio in Cardito (NA) non è riuscita a contenere tutti i cittadini che hanno voluto omaggiare la salma di Lino, così lo chiamavano tutti, un ragazzo per bene, figlio di genitori esemplari, come molti ci hanno riferito, che non meritavano di certo un destino così crudele. A presenziare alle esequie anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, oltre ai numerosi rappresentanti di istituzioni locali e nazionali. Giustizia, questa la parola più pronunciata dalle centinaia di persone che abbiamo incrociato e a cui abbiamo chiesto di esprimere un loro parere, stessa parola che gli amici di Lino hanno voluto scrivere su un grande striscione posto sulla gradinata della chiesa.
martedì 16 ottobre 2012
La vera storia della Edil Bughinay Stiz
La vera storia della Edil Bughinay Stiz, a raccontarcela Pietro Fil 'a Mass.
sabato 13 ottobre 2012
domenica 7 ottobre 2012
lunedì 24 settembre 2012
Un'antica piramide a Giano Vetusto (Ce) - Ipotesi plausibile.
Un mistero che riguarda la colline dell'alto casertano. Chiunque ne sappia di più non esiti a commentare.
sabato 22 settembre 2012
lunedì 17 settembre 2012
La quiete nella tempesta
Non so se si tratta di un fenomeno ricorrente, sono convinto che sia un evento più unico che raro e che ho avuto la fortuna di immortalare nella giornata di Sabato 15 Settembre 2012: il principio di due arcobaleni, uno dei quali in coincidenza della punta del monte Tifata, una montagna che è, per noi abitanti della Piana Campana, un punto di riferimento. La foto l'ho scattata dal versante collinare di Pastorano. Il titolo metaforico allude allo scempio che ancora continua delle criminali attività estrattive del calcare, una vera piaga per questo territorio già messo a dura prova da altri e meglio conosciuti eventi nefasti.
martedì 11 settembre 2012
Il vetro restituito dal mare di Formia
Qualche settimana fa mi sono imbattuto in una piccola spiaggia nei pressi del porto di Formia che ha qualcosa che la caratterizza rispetto a tutte le altre: posati sulla battigia e su gran parte del fondale antistante ad essa vi si possono ammirare infiniti pezzetti di vetro che il tempo e l'acqua hanno eroso fino a levigarli e dargli la forma che ho cercato di immortalare (in controluce) nell'immagine di sopra. Nessun problema a camminarvi sopra a piedi nudi, la spiaggia è sicurissima. L'attività di smaltimento illecito di tali tipologie di rifiuti dev'essere proseguita costantemente negli anni passati (forse anni 60) per arrivare ad inondare un'intera spiaggia di questi piccoli frammenti che a prima vista sembrano tante piccole pietre preziose. Sta di fatto che cercando informazioni a riguardo sulla rete ho scoperto che un sito del genere si trova anche negli Stati Uniti, e a quanto pare fa molta notizia. Mendocino, una piccola città della California settentrionale è salita agli onori della cronaca proprio per una spiaggia, la Beach Glass come la chiamano, simile a quella di Formia ed è per questo che diventata meta turistica. Chissà che non capiti lo stesso anche per l'amata Formia.
lunedì 10 settembre 2012
Il regno dei pazzi
Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui!
Friedrich Nietzsche
Nella foto una veduta della campagna di Gricignano, paese in cui vivo, con sullo sfondo le bruttissime palazzine sorte come funghi attorno al perimetro della già deturpata (vedi Us Navy) località Boscariello. Uno scempio immane perpetrato al di là di ogni ragionevole utilità, solo per mera speculazione edilizia a vantaggio di pochi individui. La Campania Felix, la dispensa alimentare dell'Italia, si avvia verso la sua inesorabile fine.
venerdì 7 settembre 2012
L’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI FINIRÀ NEL CARCERE….BORBONICO
Forse non tutti hanno seguito la tragicommedia messa in atto di recente dal Direttore dell’ Istituto per gli Studi Filosofici di Napoli, prof. avv. Gerardo Marotta, in reazione allo sfratto che è stato disposto a suo danno da parte del Comune di Napoli e della Regione Campania.
In realtà la questione già si trascinava da qualche tempo ed aveva sollevato non pochi dubbi, soprattutto a chi faceva i conti nelle magre tasche pubbliche.
Infatti ogni anno, dal 1975, centinaia di seminari, dibattiti e pubblicazioni unilateralmente e monopolisticamente legate ad un certo tipo di cultura, “bruciavano” decine di milioni di euro di finanziamento pubblico, in “un’amministrazione confusa, caotica” (cfr.). Senza entrare nello specifico delle attività, comunque tutte rigorosamente giacobine, e degli inesistenti legami con il territorio e con tutta la sua storia e la sua cultura, e senza entrare nel merito dei continui insuccessi delle iniziative che, spesso, contavano più relatori che spettatori, in un momento di crisi grave come quello che stiamo vivendo, sarebbe stato necessario un dibattito serio ed approfondito. Innanzitutto sul ruolo ed il valore di certe istituzioni e sulle loro responsabilità, sul fallimento e sui limiti di un certo tipo di cultura, anche in merito all’attività di formazione che esse pretendono di svolgere se è vero che, come universalmente riconosciuto, Napoli e il Sud non hanno, da decenni, ad esempio, classi dirigenti adeguate.
Tenuto presente che l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli è stato da sempre il riferimento principale della cultura giacobina e risorgimentalista, sistematicamente lontana dalle radici culturali borboniche, tradizionaliste e cattoliche di Napoli, e che è stato ed è il maggiore avversario dell’attività neoborbonica, già da tempo si erano avviati su iniziativa della nostra Segreteria operativa una serie di “segnalazioni” con richiesta di chiarimenti, circa il versamento all’Istituto da parte del Comune di Napoli e della Regione Campania di 200 mila euro l’anno per l’affitto di 14 appartamenti necessari ad accogliere i volumi e gli “addetti” ai volumi. Inoltre si era provveduto a chiedere il bilancio pubblico dell’Istituto ed un riscontro incrociato del reale valore dei testi custoditi nonché le modalità di acquisto e la loro provenienza.
Tenuto presente che l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli è stato da sempre il riferimento principale della cultura giacobina e risorgimentalista, sistematicamente lontana dalle radici culturali borboniche, tradizionaliste e cattoliche di Napoli, e che è stato ed è il maggiore avversario dell’attività neoborbonica, già da tempo si erano avviati su iniziativa della nostra Segreteria operativa una serie di “segnalazioni” con richiesta di chiarimenti, circa il versamento all’Istituto da parte del Comune di Napoli e della Regione Campania di 200 mila euro l’anno per l’affitto di 14 appartamenti necessari ad accogliere i volumi e gli “addetti” ai volumi. Inoltre si era provveduto a chiedere il bilancio pubblico dell’Istituto ed un riscontro incrociato del reale valore dei testi custoditi nonché le modalità di acquisto e la loro provenienza.
Sta di fatto che la scorsa settimana è arrivato improvvisa la disdetta da parte delle Istituzioni locali con il conseguente provvedimento di sfratto.
Ed allora la sceneggiata interpretata del capo dei filosofi napoletani che si è fatto intervistare in pigiama (vedi foto) a lamentare la messa alla porta dei suoi ingombranti volumi giacobini da parte delle istituzioni napoletane.
Una reazione plateale che senza dubbio ha sortito il suo primo effetto se sindaci come quello di Casalnuovo, Antonio Peluso, di Acerra, Raffaele Lettieri e persino di Matera, Salvatore Adduce hanno prontamente offerto ospitalità agli scatoloni di Marotta.
Lo stesso sindaco di Napoli di fronte al vespaio giacobino e neogiacobino che si è alzato, ha proposto al professore di depositare i preziosi volumi in alcune ampie sale del Real Albergo dei Poveri. Ma la risposta sdegnosa del Direttore è stata pronta e delle più velenose, arrivando a collocare l’attuale cultura napoletana tra i principi di “festa, farina e forca” di borbonica memoria.
Tuttavia l’offerta più originale non si è fatta attendere ed è stata quella dell’ex ministro della Repubblica Gerardo Bianco. Egli ha messo a disposizione nientedimeno che il Carcere Borbonico di Avellino.
Una struttura settecentesca che per capienza, caratteristiche architettoniche, clima e praticità sembra la destinazione ideale per gli sfrattati. E sembra che sarà proprio questa la soluzione finale scelta in alternativa a quell’insicuro e polveroso capannone rimediato a Casoria dalla Regione Campania.
La vendetta della storia offesa è puntuale e l’effetto del suo susseguirsi è spietato: “ ieri a me, oggi a te”.
Articolo di Alessandro Romano del 3Settembre 2012 diffuso dal notiziario telematico leggittimista del Regno delle Due Sicilie.
mercoledì 8 agosto 2012
San Vincenzo Ferreri, protettore degli Agricoltori e dei Muratori
Una edicola votiva in cui vi è affrescato un San Vincenzo Ferreri con in mano il libro dell'Apocalisse aperto alla pagina in cui l'apostolo Giovanni invita alla redenzione in vista della fine del mondo. La frase è in latino e cita testualmente: "Timete Deum et date illi honorem quia venit hora iudicii ejus" (Temete Dio e dategli onore poiché è giunta l'ora del suo giudizio). Vincenzo Ferreri (o Ferrer) è un santo che è vissuto ed ha operato in Valencia (oggi della Spagna un tempo capitale del Regno di Valencia), molto popolare anche in vita per aver compiuto numerosi miracoli e per aver predicato la fine del mondo e l'avvento dell'anticristo, ma anche per essere stato particolarmente intollerante verso le minoranze religiose, in particolare verso gli ebrei. Fu nominato santo da Papa Callisto III. La diffusione del culto nel Regno di Napoli si è avuta di sicuro nel periodo vicereale, quando gli Spagnoli dominarono il più vasto regno della penisola italiana per quasi due secoli. Ciò lascia presumere che la costruzione dell'edificio di via Starza in San Marcellino (Ce) sui cui vi è stata ricavata una edicola votiva rappresentante il santo sia da collocare tra il 600 e il 700. L'edicola, come ben si può notare nella foto di sotto, è collocata all'angolo del fabbircato e sotto a quello un tempo fu un arco che con molta probabilità lasciava accedere ad un orto. Un particolare dell'affresco rivela la presenza di una chiave posta in basso a destra del libro dell'Apocalisse, forse a rappresentare la volontà dei committenti dell'opera di affidare al santo la custodia dell'orto, fonte di ricchezza per quelli che furono gli agiati contadini proprietari del bene. Lo stato di conservazione è a dir poco pessimo, meriterebbe un adeguato restauro, così come l'intera struttura necessiterebbe di un meritato progetto di recupero, se non altro rappresentano delle importantissime testimonianze della civiltà contadina oramai scomparsa.
sabato 28 luglio 2012
Si salvi chi può...
Catania - Gennaio 2012. Delle cicogne nidificano sopra un traliccio dell'alta tensione. Sullo sfondo si disegna una tetra sagoma di un edificio industriale, residuo di una economia che non produce più niente. Alla base del traliccio la vegetazione in fiamme, l'ambiente che pare essere di troppo e che nessuno più vuole amare. Sono pesssimista? Questo è quello che vedo.
mercoledì 25 luglio 2012
Aversa. La Pietas di S. Giovanni Battista in Savignano
Sarei davvero curioso di conoscere le entrate e le uscite dei registri contabili della Curia di Aversa che, a quanto si dice, è tra le più ricche d'Italia dal punto di vista economico. Per stare in tema di ricchezza, quella relativa alla quantità di opere d'arte è di sicuro da primato, nonostante gli innumerevoli furti (quelli denunciati e quelli no). La foto di sopra rappresenta una Pietas di cui ignoro autore e data, affrescata nella chiesa di S. Giovanni Battista del rione Savignano di Aversa (CE). Stato di conservazione pessimo, con visibili gli schizzi della calce dovuti forse all'ultima intonacatura. Non ci vuole molto a capire che si tratta di una testimonianza della cultura religiosa cittadina importantissima e che meriterebbe un'opera di restauro appropriata. Come questa sono centinaia, se non migliaia, le opere che versano in uno stato di abbandono e degrado in tutto il territorio che abbraccia la diocesi di Aversa. Qualche anno fa ho personalemente fatto denuncia, con tanto di immagine allegata, del furto di una importantissima opera di Fabrizio Santafede perpetrato dieci anni addietro nella Cappella Madre del Cimitero di Gricignano: nessuno all'epoca dei fatti denunciò il furto. E di sicuro se ne contano a centinaia di casi del genere.
martedì 24 luglio 2012
La cacciata di Eliodoro dal Tempio. Napoli. Chiesa del Gesù Nuovo
Trattasi di un opera di Francesco Solimena (Canale di Serino, 4 Ottobre 1647 - Napoli, 5 Aprile 1757) raffigurante un episodio biblico raccontato nel terzo capitolo del secondo libro dei Maccabei. Il tema fu tanto caro ai Gesuiti che vollero riprodurlo sulla controfacciata della Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli (Piazza del Gesù). E' semplicemente un capolavoro della pittura del settecento napoletano, grandioso quanto insolito, infatti è rarissimo trovarne uno del genere in un ambiente di preghiera in un qualsiasi edificio religioso di rito cattolico. Eliodoro fu uno dei ministri di Seleuco IV, inviato nel 176 a. C. a Gerusalemme per impadronirsi del Tesoro del Tempio. Dopo aver preso la refurtiva si allontana lasciando alle sue spalle il "popolo di Dio" indignato per il sacrilegio commesso. La faccenda gli costerà cara: il popolo, inferocito e desideroso di giustizia, a furia di percosse e mazzate, costringono il povero Elidoro a lasciare il bottino. E' il tema del furto ed è ampiamente trattato sia nel nuovo che nell'antico testamento.
sabato 14 luglio 2012
Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione, ignoranza o colpevole faziosità?
La faziosità, la distorsione e la negazione dei fatti da parte una certa classe dirigente rispetto ai temi della storia del "falso risorgimento" continua imperterrita da 150 anni a questa parte. Alla negazione della verità storica si accompagna poi la denigrazione della nostra cultura e del nostro territorio (vedi il bombardamento mediatico fatto ad arte nei confronti di Napoli e della sua trimillenaria civiltà), sembra che ad ogni buona occasione i grandi media (nelle mani di pochi industriali del nord) tirino fuori il "manuale per la crocifissione di Napoli e del Sud". I casi sono tanti, dalla questione del "colera" all'ultima della "pizza alle blatte", a elencarli non si finirebbe.Combattere tutto ciò, far cadere il muro dei luoghi comuni e dei pregiudizi, diventa ardimentoso, se non impossibile. Quando poi a mettere il dito nella piaga ci si mettono anche i professori... allora c'è da piangere. Ma non noi non piangiamo, anzi, andremo avanti finché non vedremo piangere i colpevoli (che oggi hanno nomi e cognomi) del degrado a cui si sta costringendo la nostra antica patria.
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Carlo VII di Borbone (detto
Carlo di Borbone),
Re di Napoli e di Sicilia
(dal 1734 al 1759)
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La Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione è un ente statale che "dovrebbe" formare in modo "eccellente" (come scritto sul loro sito) i dirigenti e i funzionari della Pubblica Amministrazione. Per gli scettici: si, esiste un ente del genere ed ha anche varie sedi sparse in giro per la penisola, anche in Campania, dove la sede è niente popodimeno che ospitata nel palazzo Reale di Caserta, la Reggia voluta da Carlo di Borbone, grande sovrano che ha dato tanto per il suo Regno di Napoli e di Sicilia (successivamente, dal 1815, Regno delle Due Sicilie). Ebbene, nel sito ufficiale dell'ente, alla pagina che descrive la sede di Caserta vi si possono leggere alcune brevi info sulla nascita della famosa Reggia, per visionarle cliccare il seguente link http://www.sspa.it/?page_id=128.
Di seguito riporto la mail che ho inviato ad un responsabile del sito che riporta il grossolano errore: Carlo III di Borbone al posto di Carlo VII di Borbone (detto comunemente Carlo di Borbone). Errore voluto di proposito per denigrare il nostro grande popolo e negare la nostra gloriosa storia, come a voler dire che Napoli e il Meridione in fondo hanno sempre e solo avuto dominatori stranieri. Non potendo negare i segni di un grande passato si continua a negare l'esistenza dei fautori di quella grandezza, così come fece Umberto I di Savoia, quando su suo ordine si volle raccontare la storia del Reame di Napoli impiantando nelle nicchie della facciata di Palazzo Reale, era il 1888, le statue che rappresentavano i grandi sovrani che sedettero sul trono delle Due Sicilie: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone (con l'ordinale "III" acquisito in Spagna e non a Napoli..!), Gioacchino Murat e infine Vittorio Emanuele II di Savoia (!), dimenticando tutti i re della dinastia Borbone Due Sicilie. Come a voler dire: "Napoli e il popolo napolitano sono sempre stati dominati da Potenze straniere, ci si abituino!.."
Buongiorno,
nel cercare l'indirizzo della vostra sede di Caserta mi sono imbattuto nel vostro sito, al seguente link http://www.sspa.it/?page_id=128
Vi faccio rispettosamente osservare che, contrariamente a quanto scritto da voi nelle informazioni storiche dell'importante edificio, il fondatore di Palazzo Reale non è Carlo III di Borbone, bensì Carlo VII di Borbone, che dagli storici viene semplicemente chiamato Carlo di Borbone in quanto il sovrano stesso non firmò alcun decreto se non col semplice nome di Carlo, senza l'ordinale conferitogli durante l'investitura papale a Re Delle Sicilie. Il sovrano in questione quando salì al trono di Spagna per la morte prematura del Fratello Ferdinando VI, costretto a lasciare i domini di Sicilia e Napoli, abdicò in favore del Figlio Ferdinando IV e assunse quindi il nome di Carlos III de Espana. Qui si ha il Carlo III di Borbone citato da Voi. L'unico Carlo III che abbiano conosciuto i Regni di Sicilia e di Napoli è Carlo III di Napoli, noto anche come Carlo di Durazzo e Carlo II d'Ungheria, nato a Corigliano Calabro nel 1345.
Certo, si può anche sbagliare, ma quando a farlo è la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione d'Italia... non so se mi spiego.
Cordiali Saluti
Nessuna risposta, ovviamente...
lunedì 11 giugno 2012
Menzione speciale a Franco Spinelli nella mostra internazionale "Scambio di visioni", iniziativa patrocinata dal Forum Universale delle Culture
Prima tappa: mercoledì 13 giugno 2012 ore 11.00
Spazio Agorà 3 - Città della Scienza
Via Coroglio 104/57, Napoli
Il degrado urbano e sociale, l’inquinamento, ma anche l’accoglienza e la solidarietà dei nostri territori. Queste le tematiche al centro della mostra fotografica internazionale “Scambio di Visioni”, che verrà inauguratamercoledì 13 giugno alle 11.00 allo spazio Agorà 3 di Città della Scienza, Napoli. In esposizione, per sensibilizzare i cittadini alle tematiche ambientali, 23 fotografie selezionate attraverso l’omonimo concorso promosso dal gruppo di imprese sociali Gesco e dall’associazione culturale Campo Libero, in collaborazione con Fondazione Idis/Città della Scienza e WWF Campania, con il patrocinio del Forum Universale delle Culture.
Le foto sono state scelte da una giuria di fotografi e fotoreporter esperti, tra cui Luciano Ferrara, Pina dellaPorta, Massimo Vicinanza, Eliana Esposito, di cui è anche la direzione artistica.
Le prime tre foto classificate sono di Giancarlo Bellantuono, Luigi Tarallo e Fulvia Menghi. Menzioni speciali, per il significato profondo e la qualità artistica delle foto, sono state assegnate a Franco Spinelli, Renato Orsini e Sandro Bini. Tra le immagini in esposizione anche una foto fuori concorso per porre attenzione sullo stato di abbandono in cui versa il litorale di Bagnoli.
Oltre 60 i partecipanti, tra fotografi più o meno esperti, provenienti da diverse parti di Italia, per un totale di180 scatti, che raccontano il territorio in termini di vivibilità, qualità della vita e accoglienza, ma anche di dura denuncia delle contraddizioni e delle problematiche ambientali che affliggono le nostre città.
La mostra resterà nello spazio Agorà 3 dal 13 al 26 giugno (ore 9/17); l’ingresso è gratuito. Dopo la prima tappa a Città della Scienza, sarà la volta dell’Oasi WWF-Cratere degli Astroni (2-15 luglio).
Ufficio Stampa
Il degrado urbano e sociale, l’inquinamento, ma anche l’accoglienza e la solidarietà dei nostri territori. Queste le tematiche al centro della mostra fotografica internazionale “Scambio di Visioni”, che verrà inauguratamercoledì 13 giugno alle 11.00 allo spazio Agorà 3 di Città della Scienza, Napoli. In esposizione, per sensibilizzare i cittadini alle tematiche ambientali, 23 fotografie selezionate attraverso l’omonimo concorso promosso dal gruppo di imprese sociali Gesco e dall’associazione culturale Campo Libero, in collaborazione con Fondazione Idis/Città della Scienza e WWF Campania, con il patrocinio del Forum Universale delle Culture.
Le foto sono state scelte da una giuria di fotografi e fotoreporter esperti, tra cui Luciano Ferrara, Pina dellaPorta, Massimo Vicinanza, Eliana Esposito, di cui è anche la direzione artistica.
Le prime tre foto classificate sono di Giancarlo Bellantuono, Luigi Tarallo e Fulvia Menghi. Menzioni speciali, per il significato profondo e la qualità artistica delle foto, sono state assegnate a Franco Spinelli, Renato Orsini e Sandro Bini. Tra le immagini in esposizione anche una foto fuori concorso per porre attenzione sullo stato di abbandono in cui versa il litorale di Bagnoli.
Oltre 60 i partecipanti, tra fotografi più o meno esperti, provenienti da diverse parti di Italia, per un totale di180 scatti, che raccontano il territorio in termini di vivibilità, qualità della vita e accoglienza, ma anche di dura denuncia delle contraddizioni e delle problematiche ambientali che affliggono le nostre città.
La mostra resterà nello spazio Agorà 3 dal 13 al 26 giugno (ore 9/17); l’ingresso è gratuito. Dopo la prima tappa a Città della Scienza, sarà la volta dell’Oasi WWF-Cratere degli Astroni (2-15 luglio).
Ufficio Stampa
Associazione Campo Libero
Imprese Sociali Gesco
giovedì 7 giugno 2012
venerdì 25 maggio 2012
Napoli - Palazzo Donn'Anna
« Palazzo Donn'Anna non è una rovina: è soltanto incompiuto! Non è forse questo il suo fascino? »
(Tratto dal film Fuoco su di me).
Il Palazzo Donn'Anna, ubicato all'inizio di via Posillipo, è un palazzo monumentale del XVII secolo, nonché uno dei più celebri palazzi di Napoli.
Fonte: Wikipedia
lunedì 21 maggio 2012
domenica 20 maggio 2012
Un insolito Giorgio De Chirico
Una tela della "Collezione Duca d'Aosta" che non si può ammirare con molta facilità, data la sua collocazione nell'Aula Magna F. De Sanctis dello storico edificio che ospita la Scuola Militare Nunziatella di Napoli. Nell'opera sono ritratti Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, con i suoi tre figli Emanuele Filiberto, Vittorio e Luigi.
Olio su tela
Cm 240 x 164
Anno di realizzazione: 1880
Autore: Giorgio De Chirico
Autore: Giorgio De Chirico
giovedì 17 maggio 2012
Abbazia della Ferrara, dove Celestino V visse prima del pontificato.
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| Cortile interno della decadente struttura abbaziale. |
Vairano Patenora (CE) - La costruzione fu avviata nel 1171 sotto la supervisione del monaco cistercense Giovanni De Ferraris, nel 1179 risulta che fosse già abitata. E' stata la prima badia cistercense ad essere costruita nel Regno di Napoli, importantissima perché vi sono transitati al suo interno personaggi illustri del mondo religioso e laico. Primi fra tutti papa Celestino V e l'imperatore Federico II di Svevia. Fu in particolare in questo luogo di culto che venne praticata la devozione verso la terza persona della Trinità. Verso l'anno mille infatti diversi furono i predicatori, in particolare Gioacchino da Fiore, che profetizzavano l'avvento dell'era dello Spirito Santo, di un'era in cui la Chiesa avrebbe ritrovato le proprie coordinate spirituali spogliandosi di tutte le ricchezze. Di recente è stato restaurato l'unico affresco che vi si conserva, quello raffigurante la sepoltura del nobile locale Malgerio Sogel, in cui compare un'effige di Celestino V, amico del defunto. L'intera cappella invece, dove è conservato l'affresco restaurato di recente con fondi privati, rischia di crollare da un momento all'altro. Il tutto versa in uno stato di rovina intollerabile per un paese civile, per un territorio che non ha altre ricchezze se non quelle relative ai beni culturali. In più parti della struttura vi sono stati crolli anche recenti, qualcuno faccia qualcosa, prima che sia troppo tardi.
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| Madonna con Bambino Particolare dell'affresco di scuola giottesca |
lunedì 14 maggio 2012
Napoli - Piazza del Gesù
Del resto del Mondo so poco, quasi niente. Ma riesco a capire le persone che vengono da ogni parte del mondo per ammirarla e infine dire: Napoli è veramente la città più bella del Mondo!
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