venerdì 15 gennaio 2021

Il mistero dell'antica lapide di Camposcino a Giugliano. Spunta l'ipotesi satanista


Su questa piccola stele del diametro di 50 cm per 55 cm circa che si trova apposta in un muro di un edificio storico di via Camposcino in Giugliano è stato scritto di tutto e di più. C'è chi si è spinto ad attribuirne le in parte indecifrabili parole ad un antico idioma pre latino in uso in questi luoghi, chi invece ha avanzato l'ipotesi di una fattura molto più recente, interpretando i caratteri della prima riga quale il numero "1752" stante ad indicarne la data della produzione lapide stessa. Altri ancora la farebbero risalire al periodo carolingio per via della croce celtica scolpita in basso a destra e così via. 

Ecco cosa scrive sull'argomento il professore Pio Iannone, presidente della Pro Loco Giugliano:

"Camposcino: La pietra del mistero

Qualche tempo fà pubblicammo su questa pagina la foto di una pietra murata nell’androne di un fabbricato situato a Camposcino.
Una iscrizione la rendeva, e la rende, un pietra dal testo misterioso.
Se quella che chiamo la “pietra Antinori“, collocata alla Annunziata, ha un testo leggibile, scritto in latino, ma misterioso per la complessità e la incongruenza storica e la strana ubicazione, questa di Camposcino ha il suo primo mistero nell’alfabeto utilizzato.
Il testo si compone di 21 lettere ed una croce a chiusura.
Una prima lettura porterebbe a leggere nella prima riga una data, precisamente quella del 1752.
La seconda riga è stata interpretata come un nome femminile, Nunzia, le terza riga come un cognome, de Rosa, la quarta riga una dedica ad un giovine deceduto, at filio. Rafforzato il tutto dalla rappresentazione della croce a chiusura del testo. Il testo riporterebbe la seguente iscrizione : 1752 Nunzia de Rosa al figlio +.
Una sorta di lastra tombale.
In verità, osservandola con calma, alcune cose non tornano.
Non sono un esperto di lingue e nemmeno un epigrafista per cui ho dato vita ad un semplice ragionamento che spera di suscitare il qualcuno dei nostri lettori la voglia di dare una risposta a questo mistero.
Ci sta una croce a chiusura della iscrizione. È il dato certo che la colloca in ambito religioso Cristiano. Probabilmente dopo il V secolo.
Sigilla la epigrafe.
Arriviamo alla lettere incise. Nella lettura accettata la terza lettera del primo rigo sarebbe un numero, il 7, per la precisione, ma questa raffigurazione cambierebbe funzione nella seconda riga diventando una lettera la Z del nome Nunzia.
Questo già fa suonare un campanello di allarme che diventa più forte dall’esame della quarta lettera del primo rigo, quella che dovrebbe rappresentare un numero, il 2 per la precisione. Mai il numero 2 è stato rappresentato in tal modo. Ho fatto una veloce verifica sugli alfabeti antichi. Una operazione che ho effettuato per tutte le lettere che compongono questa epigrafe. Se tutte hanno basi negli alfabeti greco e/o latino questa in particolare non risulta in nessuno di quelli che ho consultato. Se avesse il tratto in basso a sinistra, speculare all’altro, sarebbe una omega greca ma non ci sta e, quindi, unica somiglianza da me trovata e nella pronunzia Armena della N. Nessuno sorrida gli Armeni erano parte una parte dei Greci che stavano a Napoli, si ricordi il convento di san Gregorio Armeno.
L’altra anomalia che si riscontra è data dalla terza lettera dell’ultima riga interpretata come un 8. Se la interpretazione è esatta e non si tratta del resto di qualche cosa consunta dal tempo allora ci troviamo nei confronti della lettera F cosi rappresentata negli alfabeti osco e etrusco.
Preciso per scrupolo che, su suggerimento di Francesco Russo, ho consultato il Catasto Onciario del 1753 e non è presente alcuna Nunzia De Rosa. Ho controllato i registri dei funerali delle parrocchie sia per l’anno 1751 che 1752 e non è presente alcun giovinetto definito figlio di una Nunzia, nei registro il cognome materno, salvo rari casi non è riportato.
Ripubblico la foto della pietra di Camposcino sperando che qualcuno possa fornire lumi o chiarimenti su questo mistero che da troppi anni aspetta di essere svelato."
Fine della citazione

Quando ho visto per la prima volta le foto di questa lapide ho iniziato a fantasticare pure io, ma non potevo far altro che chiedere a chi più di me ne potesse sapere. Mi sono rivolto quindi ad un esperto di lingue antiche, il professor Salvatore Dedola, che in una conversazione così mi ha risposto:


"Penso anch'io che la lapide sia medievale. La lettera in alto a dx è identica alla TH ebraica, e si ritrova capovolta nella seconda riga. Anche la N si ritrova capovolta, e pure la S. Quella non è la prima lapide italica ad essere illeggibile. Non la è, almeno a mio avviso, poiché furono numerosi i satanisti che si divertivano a giocare con le lettere alfabetiche ed a mischiarne le provenienze, al fine di saziare le illusioni del loro cervello malato. Normalmente quella era gente ignorante, ma come tutti i satanisti, anche quel lapicida si credette un genio nell'andare a celare al lettore le proprie intenzioni, che nella sua immaginazione aumentavano il valore magico, mentre nella mia immaginazione quel bel tipo abbisognava soltanto della camicia di forza."

Nessun dubbio quindi sull'origine medioevale della lapide per il prof. Dedola. E per quanto riguarda il significato delle scritte saremmo di fronte ad una pura operazione di burloneria con contenuti "non sense", per dirla alla francese, oppure di fronte ad una sorta di maleficio di ispirazione satanica. 






 

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